Niente miracolo sportivo per la Sampdoria che, dopo il k.o. di Udine, deve dire ufficialmente addio alla Serie A: retrocessione aritmetica con quattro turni d'anticipo, con i dubbi sul futuro societario ad aleggiare nella Genova blucerchiata.
Al termine dell'incontro ha parlato Dejan Stankovic: evidente, ai microfoni di 'DAZN', la delusione per una vicenda che va al di là delle mere questioni di campo.
"Provo un dispiacere e una tristezza enormi. Stiamo tutti male, abbiamo dato il massimo. So bene che ogni doriano non vuole un giorno come questo, non ha intenzione di accettarlo. In campo abbiamo lottato con dignità e i tifosi hanno fatto lo stesso in tribuna, rimanendoci vicino nei momenti duri. Questa società merità di più perché è bella da fuori e da dentro. Lavoro con grandissime persone. Mi auguro che la situazione si risolva al meglio perché il club merita ogni bene di questo mondo".
Nessun riferimento al suo futuro e a quello del club.
"Sul futuro non posso dire nulla, queste domande vanno fatte ad altri. Io sono in campo, ci ho provato ma non è bastato. Sono dispiaciuto e deluso. Non ho parole perché mi dispiace tanto. Non so cosa farò domani o dopodomani, non riesco a pensare a questo".
Dialogo andato in scena con Quagliarella, schierato nell'undici titolare in tandem con Gabbiadini.
"Quello che ci siamo detti lo tengo per me. Ma si tratta di cose belle. Lui ha qualità, purtroppo anche qualche anno in più: il gioco e i suoi movimenti sono solo da insegnare. E' un professionista che ha sempre lavorato bene. Ha avuto quanche infortunio, ma dal punto di vista della professionalità non si discute. Rimpianti? Forse tornando indietro avrei fatto qualcosa di diverso, ma non lo so con certezza".
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