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La Sampdoria retrocede in Serie B: l'amaro finale di una stagione da incubo in campo e non solo

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La Sampdoria cade anche a Udine ed è matematicamente retrocessa in Serie B. Dodici anni dopo l'ultima discesa al secondo piano del calcio italiano, la Genova blucerchiata è costretta a fare i conti con una nuova delusione sportiva che - a conti fatti - rischia di non essere l'unica nota negativa dell'annata doriana.

In un autentico anno di passione, in casa Samp è successo letteralmente di tutto.

Un vortice di vicissitudini che hanno inevitabilmente influenzato anche quello che la squadra ha saputo inscenare sul rettangolo verde. Ovvero troppo poco per potersi guadagnare la permanenza al vertice della piramide calcistica tricolore.

Per fotografare quanto accaduto negli ultimi trecentosessantacinque giorni, occorre riavvolgere il nastro al 30 aprile 2022, ossia a poco più di un anno fa.

IL DERBY CONTRO IL GENOA

La Samp fa suo uno dei derby più delicati della storia recente grazie al goal di Sabiri, ma soprattutto grazie al rigore che Audero para a capitan Criscito, a tempo praticamente scaduto. Un episodio destinato a condannare il Genoa ad un'atroce retrocessione in Serie B, proiettando invece i doriani verso la salvezza.

La Samp centra dunque l'obiettivo, proprio a discapito dei rivali di sempre. Per un tifoso blucerchiato è oggettivamente impossibile chiedere di più.

Ma quella notte magica è destinata a rimanere una gioia effimera all'interno di un quadro già minato dagli eventi precedenti e da quelli che verranno in seguito.

L'ARRESTO DI FERRERO

Proprio così perché a funestare lo sviluppo della stagione 2021/22 c'è stato il clamoroso arresto dell'ex presidente Massimo Ferrero, accusato di reati societari e di bancarotta fraudolenta. Lo scossone è di quelli violenti e travolge, logicamente, anche la Samp. Al timone del club arriva l'ex giocatore Marco Lanna, ma prima ancora dell'arrivo del suo successore, Ferrero aveva già affidato la società genovese ad un trust, chiamato a trattarne una eventuale cessione, con l'obiettivo di ripianare debiti e le pendenze a carico della proprietà.

Proprio così, perché la situazione finanziaria del club era traballante già da qualche anno e l'arrivo della pandemia - oltre ovviamente ai problemi giudiziari di Ferrero - non ha fatto altro che appesantire uno scenario già parecchio preoccupante.

LA DISCESA

In un clima tutt'altro che sereno, dunque, la Samp si è affacciata alla stagione 2022/23 con più dubbi che certezze e nella quale pensare al campo è stato evidentemente complesso.

Mentre la squadra arrancava stazionando nei bassifondi, sfumavano anche i tentativi di acquisizione del club da parte di Al-Thani e del finanziere romano Alessandro Barnaba, promotore di un progetto di investimenti atto a salvaguardare il futuro del club, ma che ad oggi ha portato al più classico dei nulla di fatto.

E così la stagione è proseguita in mezzo a mille asperità: dal campo, con l'esonero di Giampaolo dopo appena otto giornate e l'arrivo di Stankovic, ad un contesto ambientale all'insegna dell'altissima tensione come testimoniato dai pesantissimi atti di contestazione che il club ha dovuto incassare: dal proiettile fatto arrivare negli uffici doriani all'interno di una busta, per non parlare della testa di maiale fatta pervenire davanti alla sede del club lo scorso febbraio.

Gesti estremi, deplorevoli, che fotografano in maniera fedele ciò che è stata per la Sampdoria questo ultimo periodo storico. Probabilmente il più triste.

SERIE B O SERIE D?

Un incubo che quest'oggi assume i contorni della più cruda delle realtà: il campo ha condannato la Sampdoria ad un triste ritorno in B, proprio a poche ore di distanza dal ritorno del Genoa in Serie A. Di fatto l'opposto di quanto accaduto un anno fa. Scenari capovolti, appunto.

Tuttavia in casa Samp, la retrocessione rischia di rappresentare il male minore a fronte di una situazione debitoria estremamente pesante che, in caso di mancati acquirenti, potrebbe portare addirittura verso un clamoroso fallimento, con ripartenza dalla Serie D.

Una prospettiva semplicemente surreale per uno dei club più importanti del nostro calcio. Un club che ha saputo scrivere pagine indelebili e che, soprattutto, ha saputo regalare emozioni. Quelle che oggi si sono totalmente affievolite all'imbocco di un tunnel che sembra non conoscere luce.

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