Non è facile trovare nuove leve capaci di essere decisivi su punizione. L'arte del calcio da fermo si è limitata particolarmente negli ultimi anni, con gli eredi di Junionho Pernambucano e Pirlo, ma non solo, che faticano ad emergere. Pian piano, però, ecco Abdelhamid Sabiri.
Classe 1996, nato in Marocco ma naturalizzato tedesco, tanto da giocare anche per la gloriosa Nazionale under 21 della Germania, Sabiri si sta mettendo in mostra con la maglia dei marchegiani come interno e trequartista. Ma sopratutto con le 'maledette' alla Pirlo, o alla Juninho.
Insomma, il tiro a foglia morta di Corso o quello reso celebre negli anni 2000 da Pernambucano, un marchio di fabbrica con le tre dita che vede il pallone alzarsi e abbassarsi all'improvviso infilandosi alle spalle del portiere senza possibilità di parata.
Contro la SPAL è stato proprio il gran calcio di punizione di Sabiri a dare il vantaggio all'Ascoli: per il 24enne quarto goal in campionato in tredici presenze, in cui ha giocato in tutte le posizioni possibili, da punta a mezz'ala, passando per trequartista e seconda punta.
L'Italia lo scopre ora, ma Sabiri è in circolazione oramai dal 2015/2016, quando giocava tra i dilettanti dell'Oberliga. All'epoca era un bomber implacabile, con 18 reti realizzate a cui si sommarono le 12 dell'anno seguente con la seconda squadra del Norimberga.
In Serie B dopo precedenti gare esaltanti, ma non ancora al top assoluto per la cedetteria, Sabiri è balzato agli onori della cronaca come protagonista maximo della gara contro la SPAL, autore anche della seconda rete dei suoi, in un match vinto a sorpresa dai padroni di casa contro una della favorite assolute alla promozione nella massima serie. A differenza dei bianconeri, penultimi in classifica ma decisi a risalire la china.
Anche contro il Vicenza, Sabiri aveva segnato su punizione, nella sconfitta di misura dei suoi, ripetendosi dopo il calcio da fermo contro l'Entella. Il primo centro stagionale, nel successo contro la Reggiana, era giunto invece su rigore. In giornate però in cui Serie A e campionati esteri hanno monopolizzato l'attenzione. Il 27 dicembre, alla pari del V-Day, anche l'S-Day, come occhi veramente decisi a seguirlo con attenzione per il futuro.
Un giocatore completo che nel 2016 giocava nella quinta serie del calcio tedesco, per poi salire fino al secondo livello e provare anche l'ebbrezza di un biennio nella seguitissima Championship inglese, in attesa dellla grande chance. Nel suo futuro, inteso come 2021, la massima serie italiana? Continuando così, sicuramente.


