Inter-Salernitana apre la 28esima giornata di Serie A: uno scontro dall'importanza cruciale per entrambe le squadre, sia per quanto riguarda la corsa Scudetto che quella per la salvezza.
Salvezza che poi è l'obiettivo di Walter Sabatini, nominato direttore sportivo del club campano nelle scorse settimane: da dirigente navigato, ha completamente cambiato il volto della squadra chiudendo numerose operazioni di mercato che però non hanno ancora portato una vittoria.
Intervistato da 'La Gazzetta dello Sport', Sabatini ha espresso tutto il suo rammarico per l'esperienza milanese, vissuta quasi da 'esterno' e senza un potere decisionale all'altezza del suo prestigio.
"Un sogno averla accarezzata. Ho sbagliato la porta d’ingresso, però. Ho accettato una richiesta interna di rimanere fuori dall’organigramma. Non avrei mai dovuto farlo. Non si va all’Inter da fantasma, all’Inter si grattano i gomiti a tavola e si fanno le cose con fermezza. È un rammarico profondo, non mi sono messo in condizione di fare il massimo: andando via da Roma, non c’era altra società che avrebbe potuto emozionarmi".
Inter su Scamacca e Frattesi, due giovani cresciuti nella Roma di Sabatini.
"La fuga di Scamacca mi spiazzò, rimasi addolorato, ho fatto di tutto perché restasse. Gli avevo promesso di portarlo subito in prima squadra, l’avrei fatto. Frattesi? Lo convocai che era ancora negli Allievi. Gli dissi: 'Se non arrivi a fare carriera in Serie A, vengo a cercarti, a picchiarti'. Ricky Massara mi faceva una testa così, per lui e per Antonucci. Frattesi è il prototipo del centrocampista moderno: se io fossi all’Inter, lo prenderei subito. Ma qui a Salerno ne ho uno simile: Ederson".
Sabatini ha avuto modo di conoscere bene il Simone Inzaghi giocatore durante il soggiorno alla Lazio.
"Un rompicoglioni mai visto. Aveva una grande capacità di letture delle cose: le dettava agli altri, lui spesso non riusciva a metterle in pratica. Una radiolina accesa: mi venne il sospetto potesse diventare allenatore".
Commento 'mistico' su Zhang Jindong, colui che lo volle come coordinatore dell'area tecnica di Suning.
"Non è un umano. È un semidio. Ricordo cene opulente nella sua residenza, io lui e Capello. Una volta io e Fabio eravamo a tavola con Lippi. Jindong scese dai piani alti per salutare Marcello, una divinità in terra. Nessuno lo vedeva mai, era un figura mitologica".
I tifosi della Salernitana possono stare tranquilli: Sabatini sarà il ds anche nella prossima stagione.
"Sì, mi sono impegnato con il club e soprattutto con la città, a cui devo restituire qualcosa".
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