Ai nastri di partenza del campionato 2015/2016 c'era anche il Frosinone, matricola della Serie A alla prima apparizione nel massimo torneo nostrano: di quella squadra faceva parte Adriano Russo, roccioso ex difensore classe 1987.
Dopo aver concluso la carriera nel 2019 in Romania, a 32 anni, Russo ha deciso di intraprendere la vita da imprenditore aprendo, nello specifico, una pizzeria dal nome emblematico per chi ha tatuati addosso i colori ciociari: 'Matusa', come il vecchio stadio che ora ha fatto spazio al nuovo 'Stirpe'.
Nome non banale quello scelto da Russo che in Serie A ha anche una rete realizzata all'attivo, contro il Verona: intervistato da 'Cronache di spogliatoio', l'ex difensore ha raccontato come è nata l'idea di dare vita a questo ambizioso progetto nella città ciociara.
"Il mio gioiellino è nato il 12 ottobre 2020, ma dopo una settimana d’apertura c’è stato il nuovo lockdown. Chiusura alle dieci, pochi clienti, poi solo l’asporto o il pranzo. All’inizio è stata tosta. Ho imparato a fare la pizza, da noi l’impasto è diverso. C’è il 70% di idratazione, bisogna avere esperienza. Gli chef sono selezionati, e sono tutti numeri dieci…".
"Il bello è che sono celiaco! E non facciamo la pizza senza glutine. Sto lì tutti i giorni. Ho anche un negozio di scarpe e borse, a trenta metri dalla pizzeria".
Tanti grandi attaccanti affrontati in quella stagione sfortunata per il Frosinone, che alla fine retrocesse in Serie B.
"Di Natale era all’ultimo anno, ma quanta qualità. Poi i bomber: Bacca parlava di continuo, quando gli passavi accanto ti insultava. Mi diceva ‘te mato, te mato'".
Assieme a Blanchard, Russo è uno dei due giocatori del Frosinone alle spalle di Gonzalo Higuain nell'azione della meravigliosa rovesciata che permise al 'Pipita' di mettere a segno il record di marcature in un singolo campionato di Serie A (poi eguagliato da Immobile).
"Nella nuova metropolitana di Napoli c’è una gigantografia del goal del Pipita. Sono entrato nella storia dalla parte sbagliata, come spettatore, ma mi fa piacere. In fondo sono napoletano. I miei amici dicono sempre che tra vent’anni, nell’almanacco Panini, accanto a Gonzalo ci sarò anche io".
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