Avete presente la stagione perfetta? Quella impeccabile, da percorso netto e senza macchie? Ecco, non avviene spesso - quasi mai, a dire il vero - ma qualche volta il calcio sa offrire qualche eccezione. Una di queste è quella rappresentata da Daniele Rugani che, ancora oggi, può fregiarsi di un particolare primato legato al campionato di Serie A della stagione 2014/2015. Per intenderci quello dell'esordio assoluto dell'attuale difensore della Juventus in massima serie.
Prima di arrivare al dunque, però, è necessario riavvolgere il nastro all'estate precedente. Non ci troviamo in terra sabauda, bensì in casa Empoli, con la piazza toscana alle prese con i festeggiamenti per la promozione in Serie A dopo aver concluso il campionato cadetto in seconda posizione alle spalle del Palermo.
La squadra allenata da Maurizio Sarri, capace di centrare il grande salto al suo secondo anno in panchina, è un piccolo gioiellino. Ad uno stile di gioco decisamente moderno, l'attuale timoniere della Lazio riesce ad amalgamare un collettivo nel quale spiccano elementi di grande esperienza come Tavano, Maccarone e Bassi, a rappresentare i pilastri di un telaio che al suo interno innesta tanti giovani profili destinati all'imminente balzo tra i grandi: da Valdifiori a Verdi, passando per Tonelli, Hysaj e Mario Rui. Fino ad arrivare, appunto, a Rugani.
Per Daniele, quell'annata, rappresenta uno snodo per certi versi storico: si tratta infatti della sua prima stagione completa tra i professionisti dopo dodici anni di settore giovanile con l'Empoli e uno, l'ultimo, speso con la maglia della Juventus.
Proprio così, perché nell'estate del 2012, Rugani passa in prestito ai bianconeri dove viene aggregato alla formazione Primavera vincendo la Coppa Italia con Marco Baroni. Il primo atto a tinte zebrate, convince i vertici piemontesi a non perdere il controllo del ragazzo e l'accordo con l'Empoli matura rapidamente: Madama rileva il cartellino del calciatore che viene parcheggiato nuovamente ad Empoli per il primo assaggio di professionismo:
"Juventus protagonista di una doppia operazione di mercato con l’Empoli. La società bianconera ha acquistato due ragazzi cresciuti nel Settore Giovanile del club toscano e protagonisti della scorsa annata della Primavera juventina: Elvis Kabashi e Daniele Rugani.
Kabashi, centrocampista classe 1994, rientra in Juventus a titolo definitivo dopo la passata stagione a titolo temporaneo. Per Rugani, difensore classe 1994 e anch’esso a Torino a titolo temporaneo, si tratta di un’acquisizione a titolo definitivo con accordo di partecipazione e cessione temporanea all’Empoli, con cui disputerà il prossimo campionato di B". Come recita il comunicato ufficiale del 31 luglio 2013.
Il centrale nativo di Lucca torna dunque alla base e al debutto tra i 'Pro' si erge a protagonista assoluto nella cavalcata che riporta l'Empoli in A. Il classe 1994 diventa subito uno degli imprescindibili e con 40 gettoni ufficiali messi in cascina viene anche insignito del titolo di Miglior Giocatore della Serie B. Il tutto nella sua stagione da debuttante. Roba per pochi, insomma.
GettyPoi arriva l'estate, e tra un elogio e l'altro e gli inevitabili paragoni illustri, Rugani si prepara al grande salto, sempre con la maglia dell'Empoli, ma in vista dell'esame chiamato Serie A.
Il debutto sul palcoscenico nazionale più importante - rigorosamente da titolare - è datato 31 agosto 2014, giorno della sconfitta dell'Empoli sul campo dell'Udinese. E' soltanto un primo biglietto da visita perché, da quel momento, Rugani dal campo non vi uscirà mai più. Nel vero senso della parola. Sarri, infatti, lo schiera titolare in tutte e 38 le gare ufficiali che compongono il torneo senza mai sostituirlo.
Proprio così, 3420 minuti di presenza su 3420 a disposizione (recuperi ovviamente esclusi) fanno di lui il giocatore con più minuti all'attivo in quell'anno. Rugani inscena una prima stagione in A da autentica rivelazione senza saltare nemmeno un minuto delle gare in programma e fornendo il solito ed encomiabile contributo per la causa empolese.
A distinguere la prima annata tra i grandi del centrale di proprietà della Juventus, però, è un altro dato. Decisamente inusuale per chi di professione fa il difensore centrale: Rugani archivia il campionato senza mai ricevere cartellini. Dopo aver preso tre gialli nel suo anno in B, ecco servito il clamoroso primato che rende 'immacolato' il suo primo atto al primo piano del nostro calcio.
In tutto questo segna anche tre goal - contro Cesena, Napoli e Chievo - e l'Empoli mette fieno in cascina, buono per la salvezza. Tuttavia, il record di Rugani sfocia in una duplice corrente di pensiero. Per molti il fatto di non aver mai ricevuto un cartellino giallo è sinonimo di maturità assoluta, di pieno controllo della situazione e frutto di prove sempre e comunque impeccabili, scandite da quell'innata classe che appartiene soltanto ai grandi.
Per altri, invece, è l'esatto opposto: non essere mai ammonito è sintomatico di un difensore "troppo gentile", magari poco propenso alle sportellate e alla ruvida bagarre proprio per via di un'indole che lo spinge verso questa interpretazione più 'pulita' del ruolo.
Tesi, la seconda, che viene praticamente confermata dallo stesso giocatore nel corso di un'intervista a 'Repubblica':
"È una grande soddisfazione, non lo nego, anche se avrei preferito chiudere con una vittoria sull'Inter. Di gialli fra i professionisti ne ho presi tre, in B. Fa parte del mio modo di giocare, direi, sono meno irruento di altri, più razionale, uso il cervello più dell'istinto, provo a leggere le situazioni. Litigo poco con arbitri e avversari, conta anche questo".
Musica per le orecchie della Juve che in estate lo riaccoglie a braccia aperte, ponendo fine al soddisfacente prestito di Empoli. Madama vede nel difensore azzurro la possibilità di definire con largo anticipo il futuro del proprio pacchetto arretrato e culla l'idea di crescersi in casa propria il potenziale erede delle colonne rappresentate ds Bonucci, Barzagli Chiellini. Peccato che si tratterà soltanto di una pura illusione perché il ragazzo, giunto ormai al suo sesto anno di Juve, collezionerà più panchine che gettoni ufficiali.
Con la Juve, inoltre, nel campionato 2015-2016, riceve la prima ammonizione in A dopo una striscia record di 53 partite senza cartellini.
E' il 24 aprile 2016 e durante il match valevole per il 35° turno di A contro la Fiorentina, Rugani viene ammonito nel corso del 72' a causa di un intervento falloso ai danni del futuro compagno Bernardeschi. Morale della favola, Tagliavento accorre nei pressi del calciatore e gli sventola il primo giallo della sua esperienza in A.
E' la naturale e fisiologica conclusione di una striscia ineguagliabile. Poco male per lui che, a fine anno, avrà modo (e che modo) di consolarsi attraverso le vittorie di Scudetto, Coppa Italia, Supercoppa italiana e guadagnandosi anche le prime convocazioni con la Nazionale di Conte. Primati decisamente più graditi rispetto ad un semplice cartellino evitato.




