Ci sono momenti storici in cui sembra non si possa più praticare il gioco del calcio se sprovvisti in rosa di determinati elementi.
E' un processo che riguarda diversi calciatori, di diverse generazioni e a diverse latitudini, ma che specialmente negli ultimi anni e con il boom delle "suggestioni di mercato" si è notevolmente intensificato.
Sarebbero tantissimi i nomi da poter citare, ma richiederebbero quanto più spazio di quanto ne è possibile umanamente concepire all'interno di un articolo. Specialmente in un momento storico nel quale l'attenzione delle persone è settata su un massimo di 15 secondi.
Un preambolo sicuramente lungo e forse capzioso, ma che serve a introdurre la storia di Bryan Reynolds.
Il texano classe 2001 è stato per lungo tempo l'oggetto del desiderio di diverse squadre europee, soprattutto italiane.
Partito come ala destra per poi retrocedere pian piano sulla fascia fino ad assestarsi nel ruolo di terzino, Reynolds ha mosso i suoi primi passi nel mondo del soccer con il Dallas FC, la squadra più importante dello stato del Texas.
Una passione, quella per il calcio, piuttosto insolita dalle parti degli USA ma che il piccolo Bryan ha ricevuto in eredità dal papà Keith grazie al suo passato nelle giovanili della nazionale statunitense.
Per quanto la MLS non rappresenti certo il vertice dei campionati a livello mondiale, del giovane di Fort Worth colpiscono soprattutto la personalità e la facilità con la quale supera gli avversari in velocità.
Due caratteristiche che sembrano essere imprescindibili per chi interpreta il ruolo di esterno difensivo nel calcio moderno.
Reynolds esordisce nella massima serie statunitense a 19 anni e nel biennio 2019-2020 si mette in mostra come uno dei profili più interessanti del panorama calcistico del suo Paese.
Questo inizia ad attirare l'attenzione di diversi club a livello europeo, con in testa Juventus e Roma ma con l'inserimento di altre realtà tra Bundesliga e Premier League.
Seppur con motivazioni diverse, alla fine la corsa per il calciatore si riduce a un testa a testa tra bianconeri e giallorossi. I primi dopo l'inserimento in rosa piuttosto ben riuscito di Weston McKennie, mirano a puntellare la rosa assicurandosi per una cifra tutto sommato contenuta quello che sembra un prospetto più che interessante per il futuro.
Dal canto suo la Roma, a trazione texana con la proprietà della famiglia Friedkin, cerca un uomo immagine da inserire in squadra per allargare l'immagine della squadra giallorossa negli Stati Uniti.
E alla fine a spuntarla è proprio la compagine capitolina, che versa nelle casse del Dallas FC per poco meno di 7 milioni di euro nel gennaio del 2021.
Si tratta del primo vero acquisto effettuato dalla proprietà texana dopo una sessione estiva condotta a metà con la precedente gestione.
Il ds Tiago Pinto conclude l'affare ed esprime soddisfazione per quello che sembra uno dei tanti talenti nuova generazione di calciatori Made in USA che sta pian piano prendendosi uno spazio sempre più importante nel calcio europeo.
Sembrava, perché la realtà dei fatti ha restituito l'immagine di un calciatore ancora troppo acerbo per potersi mettere alla prova in leghe dall'elevato coefficiente di competitività.
Reynolds esordisce ufficialmente con la squadra allenata a quel tempo da Paulo Fonseca nella mezz'ora finale della brutta trasferta a Parma, con i giallorossi che tornano a casa sconfitti per 2-0.
Entrato a risultato ormai compromesso, il terzino fa tutt'altro che una buona impressione al primo approccio con la Serie A. Obbligatorio però concedere le attenuanti generiche, soprattutto a un ragazzo di nemmeno vent'anni e che viene letteralmente dall'altra parte del mondo.
Ma il tempo nel calcio la risorsa che maggiormente scarseggia e viene concessa a un calciatore, soprattutto quando si trova inserito in un contesto di un certo livello.
Reynolds chiude il suo primo semestre italiano con 5 presenze, delle quali tre dal primo minuto ma nessuna per tutti e novanta i minuti.
Un approccio tutt'altro che entusiasmante, specialmente per un acquisto che è comunque costato una cifra considerevole in relazione all'età e all'esperienza praticamente minima del ragazzo.
Il cambio di panchina tra Fonseca e Mourinho non fa che aggravare la posizione di Reynolds all'interno della rosa della Roma.
Lo Special One, nella sua opera salomonica di valutazione e considerazione della rosa, lo inserisce nel gruppo dei giocatori che prima di meritarsi una chance da titolare devono dedicarsi al lavoro in maniera costante.
Il texano accumula due minuti (esclusi quelli di recupero) tra campionato e Conference League con il Sassuolo e altrettanti con il Trabzonspor.
Ed è con 120 secondi alle spalle che Reynolds raccoglie la convocazione e viene mandato in campo nella trasferta della Roma in casa del Bodo/Glimt.
Una partita disastrosa per l'esterno e per il resto dei compagni, travolti per 6-1 dai gialloneri norvegesi.
La peggior sconfitta della sua carriera serve a schiarire le idee a Mourinho, che da quel momento in poi in Conference schiererà sempre e solo la squadra titolare fino alla vittoriosa finale di Tirana con il Feyenoord.
Nella conferenza post partita il giudizio del portoghese è durissimo nei confronti dei suoi uomini in campo. Pare evidente che per Reynolds non c'è più spazio in giallorosso.
Arriva gennaio e Tiago Pinto, che sono un anno prima lo aveva accolto sorridente e a braccia aperte, si trova nella posizione di dover cercare una squadra all'americano.
La soluzione gliela offre il Kortrijk, squadra di Pro League. Una scelta non casuale, dato che Dan e Ryan Friedkin sembrano intenzionati ad allargare il loro business all'interno del mondo del calcio acquisendo la proprietà del club belga.
L'impatto di Reynolds con la nuova realtà non è tanto più performante di quello avuto a Roma. Otto sconfitte nelle nove apparizioni nel massimo campionato belga, lenite dalla soddisfazione di aver segnato il primo goal tra i professionisti in Europa.
Un rendimento che difficilmente convincerà la Roma dargli nuovamente una chance. Anzi, il texano sembra già destinato a restare in Belgio ancora una stagione passando in prestito con diritto di riscatto al Westerlo.
Un investimento che non ha dato i suoi frutti per la Roma, che ora spera di poter almeno rientrare dell'esborso effettuato e reinvestire quella cifra in un rinforzo che si dimostri da subito più performante.
Dalla sua, Reynolds ha ancora l'età e la possibilità di migliorare ancora e magari riproporsi in campionati di maggiore spessore.
L'impressione è che però dovrà lavorare ancora molto per allinearsi a un livello che al momento appare ancora molto lontano. Il tempo, come sempre, saprà fornire tutte le risposte agli interrogativi sul suo conto.


