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Schick RomaGetty Images

Roma, è la chance di Schick: l'eredità di Dzeko sulle spalle del ceco

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Ieri pomeriggio, al termine dell'allenamento milanese in preparazione al recupero contro la Sampdoria, la Roma ha postato sul proprio profilo Twitter un gran goal messo a segno da Patrik Schick nella partitella finale: un sinistro potente e preciso, diretto sotto l'incrocio. Una perla.

Una scelta forse banale da parte del social media manager giallorosso, o forse no. Perché arriva proprio nelle ore in cui si sta definendo il trasferimento al Chelsea di Edin Dzeko, che priverà i giallorossi del proprio punto di riferimento offensivo. E chi rimpiazzerà il bosniaco al centro dell'attacco, non domani a Genova ma probabilmente già da domenica contro la stessa Sampdoria? Proprio il ceco.

Bisognoso di fiducia dopo la lunghissima telenovela estiva, non ancora al massimo della condizione fisica, con pochi spezzoni nelle gambe, Schick si vede cadere sulle spalle la pesante eredità di uno che, nella scorsa stagione, qualche goal l'ha segnato: 29, per la precisione. Più altri 9 nella prima parte dell'attuale campionato.

A complicare il tutto, l'equivoco sul ruolo in campo. Schick è una seconda punta mobile che a Roma è sempre stata schierata altrove. Naturale, con Dzeko al centro del tridente. Col Chievo Patrik ha avuto la sua chance da attaccante centrale e non l'ha sfruttata, poi Di Francesco l'ha schierato nuovamente largo a destra: male col Cagliari, ancora peggio col Sassuolo, con tanto di sostituzione all'intervallo.

Il simbolo della sua stagione, fino a questo momento, è così il comico scontro con lo stesso Dzeko nella ripresa del match coi sardi, frutto di una naturale tendenza ad accentrare la propria posizione. Confermati i dubbi tattici di tutti coloro che avevano storto il naso sulla possibilità che potesse essere lui il dopo Salah. No, non lo è e non può esserlo.

Ecco perché ora potrebbero aprirsi nuove porte e nuove prospettive per Schick, 'libero' dall'ingombrante presenza di Dzeko. Certo, per la Roma si tratta di un'incognita totale: si passa dalle reti certe del famelico bosniaco ai diversi punti interrogativi, fisici e legati al peso specifico del giocatore, che inevitabilmente la scelta di puntare sull'ex doriano comporterebbe.

In attesa di capire cosa riserverà il futuro, a Schick restano allora le parole del suo ex allenatore Marco Giampaolo, colui che lo ha lanciato in A e che ritroverà da avversario per due volte in meno di una settimana: "Ha le qualità per diventare uno degli attaccanti più forti d'Europa. Non fa cose normali ". Una bella investitura. Ora manca solo quella di Francesco.

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