Da Lucas Castro a Lautaro Martinez, da Juan Musso a Diego Milito. I club italiani hanno spesso fatto affari con il Racing de Avellaneda. A volte, per la verità, con fortune alterne: vedi Grimi al Milan o Sixto Peralta all'Inter. Anche il Valencia, nell’estate 2016, ha pensato probabilmente di aver condiviso la stessa sorte delle milanesi lasciando andare senza troppo rancore Rodrigo De Paul dopo soltanto un paio d’anni. Oggi quella scelta suona come un rimpianto, perché l’affare, in quel trasferimento andato in porto per soli tre milioni di euro, lo ha fatto l’Udinese.
Già dagli inizi con il Racing il talento del classe 1994 non era passato inosservato. Anche perché era diventato un ‘protetto’ di un campione del mondo come MauroCamoranesi. Era anche un idolo per la tifoseria, che gli ha anche affibbiato il soprannome di ‘Pollo’ che ancora oggi si porta dietro. Le premesse per una carriera ad alto livello già da subito c’erano tutte. Il ricco trasferimento al Valencia nell’estate 2014 non aveva fatto altro che accelerare le aspettative. Fermate, piuttosto bruscamente, in un esordio da dimenticare nella Liga.
Il debutto di De Paul con ‘Los Che’ contro il Siviglia durò la bellezza di 62 secondi. Il tempo di subentrare a Paco Alcácer e rifilare una gomitata involontaria in faccia ad Aleix Vidal, che lo stava trattenendo da dietro. Gomitata non voluta, ma dolorosa, che costrinse l’avversario a lasciare il campo sanguinante. Tutto troppo evidente per l’arbitro Del Cerro Grande: rosso diretto al 68’, dopo appena un minuto dal suo ingresso in campo. L’espulsione più veloce per un debuttante nella storia della Liga. Gli costò anche quattro giornate di squalifica.
Fu la prima di 44 presenze, delle quali solo 17 da titolare, senza mai riuscire a trovare continuità di rendimento in campo, né sotto Pizzi, né con Nuno Espirito Santo, né con Gary Neville nella seconda stagione. Si tolse la soddisfazione di giocare in Champions League, dove - non lo ha mai nascosto - oggi vuole tornare. Non ha nemmeno nascosto di voler chiudere la carriera con il suo Racing. Quando succederà, sarà un secondo ritorno, visto che già nella seconda parte della stagione 2015/16 il Valencia lo aveva già prestato agli argentini, dove aveva condiviso l'attacco insieme a Diego Milito.
Ormai era stato bollato come un flop e i tre mesi in Argentina non gli fecero cambiare etichetta. A proposito di etichette: prima di approdare al Valencia, era considerato, insieme al compagno Vietto, uno dei migliori talenti prodotti dal calcio albiceleste. Secondo Pizzi, tecnico degli spagnoli al momento dell’acquisto, il migliore degli ultimi cinque anni.
Getty ImagesAnche quello probabilmente ha spinto l’Udinese a credere di nuovo in lui nel 2016: ci aveva provato già nel 2014, quando invece a spuntarla furono proprio ‘Los Che’. Poi i 24 mesi tra fortune alterne, fino a quando una telefonata del patron Pozzo lo convinse a trasferirsi in Friuli. Al secondo tentativo. Bastò presentare il progetto: una decina di minuti di chiacchierata, il ’sì’, l’ufficialità. Chiudendo il capitolo Valencia per pochi milioni, non i 40-50 che secondo alcuni erano previsti dalla clausola rescissoria. Un capitolo utile, che lo ha fatto crescere.
Quello che si è aperto, in bianconero con il 10 sulla schiena, è stato quello che lo ha portato al successo: i 9 goal della scorsa stagione hanno fatto seguito a due anni da 8 reti e una doppia cifra di assist tra alti e bassi, tra qualche cartellino di troppo - vizio che ancora non è riuscito a togliersi - e discontinuità. Fino all’esplosione, a un ruolo da titolare nella nazionale Argentina di Scaloni a centrocampo, dove è tornato a giocare a Udine diventando uno dei migliori, alle chiamate dei grandi club, ai titoli dei giornali e anche agli sfottò nello spogliatoio bianconero.
“I miei compagni mi prendono in giro: arrivano con i giornali e mi dicono dove mi hanno venduto”.
Rodrigo si è legato ai colori dell’Udinese ancora per quattro anni, prolungando il contratto nell'ottobre del 2019. Tuttavia, il sodalizio sarà destinato a durare solamente un'altra stagione perché dopo aver mandato agli archivi il campionato 2020-2021 - condito da ben 9 goal e 10 assist - il centrocampista albiceleste ha fatto sì ritorno in Liga, ma alla corte dell'Atletico del 'Cholo' Simeone. Un nuovo 'Pollo'.


