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Ricardo Oliveira Milan Atalanta Serie A 2007PACO SERINELLI/AFP/Getty Images

Ricardo Oliveira, meteora al Milan ma trionfante ad Atene contro il Liverpool

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Facile parlare della Champions League vinta dal Milan contro il Liverpool nel 2007 e pensare a Pippo Inzaghi, a Kakà o ad Ancelotti... Ma come in ogni grande successo che si rispetti, c'è una seconda faccia della medaglia da scrutare: quella che raffigura i personaggi che quasi nessuno ricorda per quelle vittorie.

E parlando della famosa Champions League vinta dal Milan ad Atene, il 23 maggio del 2007, non tutti sanno che quello fu anche un trionfo di Ricardo Oliveira. Quantomeno per il palmares...

Ma facciamo un passo indietro. Ricordate l'arrivo di Ricardo Oliveira al Milan? I rossoneri lo acquistano dal Betis per 17 milioni di euro più il cartellino di Vogel. Arriva con grandi aspettative per sostituire niente di meno che Andriy Shevchenko, partito verso il Chelsea nell'estate del 2006.

E, come raccontò in fase di presentazione alla 'Gazzetta dello Sport', a Ricardo Oliveira non mancava certo il carattere e prende il numero 7, quello che fino a poco tempo prima era stato proprio dell'ucraino.

"Mi hanno detto che quel numero era libero e io ho detto 'lo prendo'. Poi mi hanno spiegato che era quello di Sheva e io ho insistito: 'lo prendo lo stesso, che problema c’è?' Io sconosciuto? Meglio così, vedrete dal vivo chi sono. L'eredità e la maglia di Shevchenko non mi pesano".

Peccato che per i tifosi del Milan quelle spavalde parole non furono seguite da un altrettanto spavaldo risultato in campo. Anche se a dire il vero l'avventura iniziò nel migliore dei modi.

Il brasiliano esordisce infatti segnando al suo debutto in campionato contro la Lazio: un goal che ancora oggi i tifosi del Milan ricordano, perchè sembrava proprio il preludio a qualcosa di meraviglioso.

Ricardo Oliveira Seedorf Milan Udinese Serie A 2007

In quella Serie A Ricardo Oliveira segnò in totale 3 goal in 26 presenze, quindi un bilancio molto deludente. E tornando alla Champions League, se possibile, il suo score fu ancora più disastroso: 6 presenze e 0 goal all'attivo.

Carlo Ancelotti infatti ben presto lo relegò in panchina. Giocò cinque partite del girone più uno spezzone dell'ottavo di finale d'andata contro il Celtic. Poi dai quarti fino alla finalissima di Atene galleggiò tra la panchina e la tribuna. Ha visto i compagni esultare per le vittorie contro Bayern, Manchester United e poi Liverpool.

E proprio in tribuna finì il giorno di Milan-Liverpool ad Atene, anche se, avendo comunque giocato in quella Champions League, e facendo parte della lista UEFA, quella Coppa dei Campioni appartiene anche a lui, che infatti la "vanta" con un certo orgoglio, come confermato in una intervista di un paio di anni fa.

"Il Milan è stato il salto più grande della mia carriera. Definisco sempre il club rossonero come lo spartiacque del mio percorso da calciatore. È anche merito di quella esperienza se oggi continuo a essere protagonista a 38 anni (oggi 40 ndr), con lo stesso impegno, lavoro e spirito di sacrificio di allora. La Champions vinta col Milan nel 2007 è senza alcun dubbio uno dei ricordi più belli della mia vita. I rossoneri mi hanno dato tanto e, oltre a questo trofeo, mi hanno permesso di condividere lo spogliatoio con campioni strepitosi".

D'altronde la concorrenza non mancava di certo: prima punta giocò Pippo Inzaghi ma in quella squadra c'era anche Alberto Gilardino, che solo un anno prima vinse il Mondiale con l'Italia. E Ancelotti vinse quella Coppa con il famoso modulo ad 'albero di Natale' che prevedeva appunto solo un attaccante in campo.

Ricardo Oliveira, oggi attaccante del Coritiba, può fregiarsi comunque di essersi messo al collo la medaglia di vincitore di quella Champions League, vinta ad Atene 13 anni fa.

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