Dieci punti nelle prime dodici giornate di campionato, una classifica che parla di lotta per non retrocedere ed un allenatore già cambiato. Nemmeno il più pessimista dei tifosi viola, prima dell’inizio del campionato, avrebbe probabilmente immaginato un avvio di stagione così difficile per la Fiorentina.
Considerata da molti una delle possibili sorprese del torneo, la compagine gigliata si è in realtà ben presto persa per strada travolta dai problemi creati dalle non poche carenze di una rosa assemblata male e frenata da quelle paure figlie di una lunga serie di prestazioni anonime che hanno portato a risultati estremamente deludenti.
La Fiorentina è oggi una squadra chiamata a rialzare la testa per allontanarsi dalle zone pericolose. L’annata probabilmente sarà l’ennesima avara di soddisfazioni, ma almeno l’obiettivo minimo della permanenza in A va raggiunto.
La vittoria manca dall’ormai lontano 25 ottobre (3-2 all’Udinese quando c’era ancora Iachini in panchina) e da allora sono arrivare quattro sconfitte e tre pareggi. Un cammino traballante, ma proprio l’ultimo punto interno colto in rimonta contro il Sassuolo potrebbe rappresentare un punto di svolta.
Contro quella che la quarta forza del campionato al pari del Napoli (23 punti in cascina, ben 13 in più rispetto ai viola), i gigliati hanno dato segnali di ripresa. Hanno reagito da squadra al goal subito dopo appena 13’ (cosa questa riuscita poche volte nell’arco della stagione) e per alcuni tratti della contesa si sono anche fatti preferire.
Gli uomini di Prandelli hanno quindi proposto una buona prestazione, una delle migliori degli ultimi tempi, e non è un caso che la cosa sia accaduta nella serata in cui Ribery è tornato a recitare il ruolo del grande protagonista.
Il fuoriclasse transalpino si è preso sulle spalle la squadra e l’ha condotta da leader per tutti i 93’ nei quali è rimasto in campo. Un segnale ai compagni l’ha dato già nelle primissime battute del match, quando ha inseguito un avversario fin nella sua area di rigore per provare ad impedirgli di tirare.
Il resto della sua partita è stato condito da tante giocate di alta classe unite a corsa e spirito di sacrificio, un rigore procurato ed una traversa colta nella ripresa dopo una giocata straordinaria, che gli ha negato la gioia di quello che sarebbe stato il suo primo goal stagionale. Un goal che avrebbe anche potuto voler dire tre punti pesantissimi.
L’ex Bayern ha reagito da campione alle critiche delle ultime settimane. Da tempo infatti il ‘mondo viola’ gli chiedeva una prestazione all’altezza del suo nome. Sì perché c’è anche molto di Ribery nell’inizio stentato della Fiorentina.
GettySolo in pochissime partite è infatti riuscito a mostrare quelle qualità alle quali aveva abituato nella scorsa stagione. Spesso è parso sfiduciato e incapace di reagire, insomma il lontano parente del giocatore che nella scorsa stagione aveva con le sue giocate trascinato la Fiorentina fuori dalle sabbie mobili.
Ultimamente in molti si sono chiesti dove fosse finita la sua capacità di dribblare gli avversari e di inventare per i compagni di reparto, tanto che per chi ha parlato di una scarsa condizione fisica, c’è anche chi ha avanzato la possibilità che il campione francese non aspetti altro che la conclusione dell’avventura in viola per ripartire da una piazza magari più ambiziosa.
Cesare Prandelli, che contro l’Atalanta ha relegato il campione transalpino in panchina, parlando nei giorni scorsi dello scarso rendimento di Ribery, ha individuato nell’assenza dei tifosi allo stadio una possibile causa.
“Lui soffre più di tutti la mancanza del pubblico, perché è proprio il pubblico che lo stimola a fare quel qualcosa in più. Sta affrontando questo problema”.
Sempre nei giorni scorsi, l’ex portiere della Fiorentina, e grande cuore viola, Sebastien Frey, attraverso Instagram aveva lanciato un vero e proprio appello a Ribery.
“Sei un campione e so quanto ci tieni a lasciare il segno a Firenze, perciò da campione che sei ora abbiamo bisogno della sua esperienza e del tuo talento. Hai indossato maglie importanti, hai vinto tanti, ti sei rimesso in gioco venendo qui… lo so che da solo in uno sport di squadra è difficile, ma prova a far capire a tutti che dare il massimo in ogni partita è un dovere. Conto su di te campione!”.
A quell’appello, al quale si era unito anche Luca Toni, poi Ribery ha risposto sempre via social.
“Il sostegno tuo e di Luca mi danno ancora più carica, mi conosci e sai che ho sempre rispettato tutte le maglie che ho indossato… e finché giocherò nella Fiorentina darò tutto me stesso per questa squadra e questa città“.
La risposta contro il Sassuolo è evidentemente arrivata anche sul campo, visto che tra l’altro il francese è stato (al pari di Berardi) il giocatore che in assoluto di più ha tirato in porta.
La speranza della Fiorentina è quella che il vero Ribery sia tornato, anche perché con lui al meglio la squadra cambia completamente volto.
Lo stesso 7 viola, parlando ai microfoni di Sky dopo la sfida con il Sassuolo, ha ribadito la sua voglia di lottare per la Fiorentina.
“E’ importante far vedere ai più giovani che anche a 37 anni si può lavorare duramente. Dobbiamo continuare così, oggi è mancata un po’ di fortuna, ma va bene. Io sono felice a Firenze e l’ho detto tante volte. Voglio aiutare la mia squadra, la mia società e la mia città. E’ difficile, ma soprattutto in questo momento è importante che io ci sia”.
Con un Ribery in ‘versione Ribery’ per la Fiorentina potrebbe farsi più in discesa la strada che porta alla salvezza.


