I tifosi inglesi si aspettavano Harry Kane, re dei bomber nell'edizione del 2018: ai Mondiali in corso in Qatar, però, la punta del Tottenham si sta rivelando determinante con gli assist anziché con i goal, il suo pane.
Dopo i due passaggi decisivi contro l'Iran, Kane si è ripetuto anche nel 3-0 rifilato dall'Inghilterra al Galles, valso l'accesso agli ottavi come prima forza del Gruppo B: destinatario, stavolta, è stato Foden, mentre le altre due marcature portano la firma di Marcus Rashford.
L'attaccante del Manchester era rimasto a secco quattro anni fa in Russia, rendimento cancellato da quello attuale che lo vede al primo posto nella classifica dei marcatori a quota tre reti, così come Enner Valencia, Cody Gakpo e Kylian Mbappé, col francese che potrebbe incrementare il suo bottino nella sfida con la Tunisia.
Rashford sta dimostrando di essere l'uomo in più al servizio di Southgate, capace di segnare in modi diversi: anche su calcio di punizione diretto come avvenuto contro il Galles, punito pure con un tiro potente infilatosi sotto le gambe del portiere Ward.
Un grande exploit nel tentativo di mettersi alle spalle una volta per tutte l'amarezza relativa ad Euro 2020 e al rigore sbagliato nella lotteria conclusiva della finale persa contro l'Italia: in quella circostanza, a dire di 'no' a Rashford, fu il palo dopo aver spiazzato Donnarumma.
Dopo quella partita, la delusione per la cocente sconfitta si mischiò alle critiche ricevute dai suoi stessi connazionali, sfociate in veri e propri insulti di stampo razzista che lo colpirono nel profondo, fino a fargli pubblicare sui social una lettera indirizzata ai suoi detrattori.
"Non so nemmeno da dove cominciare, come esprimere a parole le mie sensazioni in questo momento. Ho avuto una stagione complicata e credo sia chiaro a tutti, sono arrivato fino alla finale con scarsa fiducia. Dopo il rigore mi sentivo come se avessi deluso i miei compagni, come se avessi deluso tutti. Un rigore: era tutto ciò che mi era stato chiesto per dare un contributo alla squadra. I rigori posso segnarli nel sonno, perché ho sbagliato proprio quello? Mi dispiace molto, vorrei che fosse andata diversamente. Ma non mi aspettavo queste parole su di me: accetto le critiche sulla mia prestazione, quella palla doveva entrare, ma non mi scuserò mai per chi sono e da dove vengo. Sono Marcus Rashford, un nero di 23 anni di Withington e Wythenshawe, South Manchester. Se non ho altro ho quello. Per tutti i messaggi gentili, grazie. Tornerò più forte".
Rashford sembra aver mantenuto la promessa: in questa stagione ha già superato le cinque reti realizzate nel 2021/2022 col Manchester United, dove Ten Hag lo considera uno dei titolarissimi su cui puntare, per il presente e anche per il futuro: prima, però, ci si aspetta il rinnovo del contratto in scadenza il prossimo 30 giugno, primo step per far sì che 'Old Trafford' possa continuare ad esultare per i suoi goal.
Sarebbe un peccato, per i tifosi dei 'Red Devils', perdere un ragazzo cresciuto nelle giovanili fin dall'età di otto anni, che nel 2016 ha realizzato il sogno di esordire in prima squadra per poi diventarne un pilastro: si tratterebbe di una perdita enorme dal punto di vista tecnico ma anche umano, alla luce dell'impegno nel sociale che Rashford da sempre riserva ai più sfortunati. Una missione nobile che portò la compianta Regina Elisabetta II a nominarlo Membro dell’Ordine dell’Impero Britannico.
Il prossimo appuntamento sul campo è l'ottavo al cospetto del Senegal, finito secondo nel girone A alle spalle dell'Olanda: Rashford si candida per una maglia da titolare e, a giudicare dalle sue imprese personali, non potrebbe essere altrimenti.
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