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Memphis Depay Lyon Strasbourg Ligue 1 06022021Getty

Rap e calcio: le carriere parallele di Memphis Depay

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Il suo stile inconfondibile, i calzettoni abbassati con i tatuaggi in mostra. La sua classe con il pallone tra i piedi, il suo talento che ha stregato l’Europa in più di una fase della sua carriera. Nonostante di anni ne abbia soltanto 27, MemphisDepay ha unito e diviso, più di una volta. Ha unito la sua Olanda quando è esploso con il PSVEindhoven, dando l’impressione di essere il nuovo talento generazionale in grado di raccogliere l’eredità di Robben e Sneijder. Ha diviso il Manchester United in un anno e mezzo complicato a Old Trafford, tra critiche e prestazioni incolore, anche per colpe non sue. Ha nuovamente unito al Lione, quando il mondo del calcio è tornato a rivedere la sua miglior versione con il pallone tra i piedi. Ora rischia di dividere nuovamente, perché in estate potrebbe lasciare l’Olympique a parametro zero. Questo è Memphis Depay. Prendere o lasciare.

Da sempre il classe 1994 si è distinto per essere un calciatore sui generis. Anche sotto il profilo tecnico. Ha sviluppato le caratteristiche nel corso degli anni. In gioventù era un’ala rapida con una tecnica sopraffina e un grande dribbling. Con il passare degli anni ha aggiunto il senso del goal, poi la fisicità e la capacità di generare occasioni dal nulla, di inventare calcio con pochi tocchi. Calciatore completo, attaccante apprezzato dagli addetti ai lavori e idolatrato dai tifosi. Poteva bastargli? No, ovvio. Perché il classe 1994 non vuole lasciare la sua impronta soltanto in campo, ma anche fuori dal campo. Esprime la sua personalità con l’estetica. Appena arrivato al Manchester United ha fatto molto scalpore il tatuaggio che ha sulla schiena: un’enorme testa di leone. Un tatuaggio che è diventato un vero e proprio segno distintivo. Il simbolo di una personalità travolgente per compagni e avversari.

L’estensione più forte della personalità di Depay, è anche nell’inchiostro sulla sua pelle, nei tatuaggi che gli ricoprono tutto il corpo. Alcuni hanno un profondo significato e ricordano le sue origini, dai nonni alla sua terra d’origine (il Ghana). Alcuni invece, per la verità, sono apparentemente poco significativi ed esteticamente particolari, come il Jigglypuff, un Pokémon, sul suo braccio sinistro. Ha tatuato anche Rayman, personaggio di un celebre video gioco. Se volete conoscerli tutti, potete trovarli nel suo libro. Lo ha scritto a 25 anni, quando sentiva il bisogno di raccontare la sua storia. Si chiama "Cuore di Leone”. E testimonia ancora di più come quel tatuaggio abbia un significato ben più profondo della pura estetica.

Nel libro Depay racconta la sua infanzia, la crescita in una famiglia difficile: è stato abbandonato dal padre a quattro anni. Un episodio che ha segnato la sua vita. Per questo non porta il suo cognome sulla maglia ma il nome, Memphis. Perché crede che il papà “non se lo meriti”. Non ha però dimenticato le sue radici ghanesi dalla parte paterna della famiglia, tanto che ha viaggiato per conoscere quella terra che è parte di lui e che gli è entrata dentro, tanto da avergli dedicato anche una canzone.

Sì, una canzone. Perché Depay ha una carriera parallela a quella da calciatore, in ambito musicale. Se provate a cercare il suo nome su YouTube, troverete sì qualche classico video di goal e skills, ma soprattutto troverete la sua musica. Il suo canale conta 540mila iscritti e non parla di calcio, sebbene si identifichi nella descrizione come “calciatore dell’Olympique Lione e della Nazionale Olandese”. Al 'Bleacher Report' ha confessato che vuole fare musica a tempo pieno.

”Ho molti sogni. Forse arriverò anche a viverli un giorno. Se posso immaginarli, posso anche realizzarli. Vorrei artisti che sappiano portare energia al pubblico. Ho bisogno di un produttore: non posso produrre musica da solo nel mio studio“.

La musica urban, l’hip-hop, lo accompagnano da sempre nel suo percorso di vita. Dal suo arrivo a Lione, in Francia, dove la scena rap domina le classifiche, anche Depay ha deciso di riprendere in mano il microfono con costanza. Come aveva già iniziato a fare da ragazzo, per le strade di Eindhoven.

Non tutti avevano apprezzato la scelta di Depay di fare musica. In Olanda in particolare delle icone del calcio come van der Vaart e van Hooijdonk hanno pubblicamente criticato il classe 1994 e la sua espressione musicale. Altri invece lo hanno preso in giro, quasi schernito. Nei suoi primi tempi al PSV anche l’allenatore Fred Rutten gli aveva consigliato di concentrarsi sul pallone e non farsi coinvolgere dai Rotterdam Airlines, gruppo rap olandese con cui l’attaccante ha anche inciso alcuni brani.

Sembrava che con il passaggio al ManchesterUnited la carriera musicale fosse finita in secondo piano, ma è rinata appena ha lasciato l’Inghilterra. In effetti nei suoi 18 mesi a Manchester era stato bersagliato dalle critiche e mostrare un lato extra-calcio così forte rischiava di essere controproducente. Di critiche ne ha ricevute molte per le sue prestazioni in campo, ma anche qualunque altra cosa diventava un pretesto per prenderlo di mira. Tra queste, anche un cappello che aveva indossato quando raggiunse la sua nazionale Oranje.

“Si è un cappello. È vistoso? Sì, ma è un cappello e mi piace. Alla gente non interessano i miei sforzi per raggiungere la nazionale. È più interessata al cappello che ho in testa quando vado in nazionale”.

Anche per questo motivo è nata la sua esultanza a tapparsi platealmente le orecchie con le dita con gli occhi occhi chiusi, gesto diventato virale e spesso ripreso anche da altri calciatori. Isolato, nel suo mondo. Spesso ripreso da colleghi, che lui riposta poi su Instagram.

Memphis Depay Juventus Lione UEFA Champions LeagueGetty

Nel giugno 2017 sul suo canale è apparso il suo primo video, “LA Vibes freestyle 1.0". Un rap a metà tra inglese e olandese. Un freestyle cantato insieme al suo connazionale, amico e compagno Quincy Promes, nel segno dell’autocelebrazione tipica dell’hip hop. Uno stile che ha accompagnato i suoi primi singoli, compreso "5 milli", che parla proprio dei 5 milioni di followers su Instagram, nel cui video si vede Depay fumare un sigaro.

La vera rivelazione del Depay rapper a tutto il mondo è arrivata con il singolo ‘No Love’, ancora oggi la sua canzone di maggior successo, dedicata alla sua nuova fidanzata. Un singolo nel quale parla della sua vita a tutto tondo, dai soldi al passato difficile, dal successo al viaggio in Ghana alla scoperta delle sue radici. Fino al figlio del suo ex compagno al PSV Santiago Arias, di cui è padrino di battesimo. Il singolo su YouTube conta 14,5 milioni di visualizzazioni. Ne sono seguiti altri, nei quali Depay ha spesso parlato della sua fede in Dio, del suo stile di vita, della sua rivincita di vita dopo la sua infanzia complicata, spesso insieme ad altri volti noti del calco e non solo. Nel video di “Fall Back” appare anche Justin Kluivert. Non ha ancora rilasciato un album, ma soltanto molti singoli che ha comunque raccolto in un EP chiamato "Heavy Stepper".

Memphis nella musica trova un modo per esprimere sé stesso, esattamente come nel calcio. Dove non arriva il pallone, c’è il microfono. E viceversa. Non sono però gli unici campi d’interesse di Depay fuori dal calcio. Vuole manifestare il suo estro parallelamente al rettangolo verde, come fashiondesigner. L’ambito della progettazione grafica gli interessa, anche perché ha confessato che vorrebbe spendere gran parte dei suoi soldi in cucine di lusso. Sogna anche di fare l’attore, vorrebbe impersonare sé stesso in un film sulla sua vita. Più di tutto però vuole far il rapper a tempo pieno. Vuole esprimere sé stesso attraverso la musica. Ed è grazie al suo rap se oggi Depay si sente più capito.

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