La vittoria a fatica sull'Empoli, la sconfitta con la SPAL a Ferrara e il crollo interno con il Napoli: in tre partite la Roma di ClaudioRanieri non ha mai convinto. 3 punti in 3 gare, un bottino da aumentare necessariamente in trasferta contro la Fiorentina per inseguire ancora un posto nella prossima Champions League.
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L'allenatore giallorosso è intervenuto a Trigoria nella conferenza stampa pre-partita, parlando subito di Cengiz Under, Javier Pastore e Lorenzo Pellegrini, giocatori al rientro dai rispettivi infortuni.
“Li ho avuti a disposizione pochissimo tempo. Il mio lavoro è un po’ quello del farmacista. Loro sono a disposizione tra virgolette".
Parlando della Fiorentina, Ranieri ha speso poi parole d'elogio per la squadra allenata da Pioli.
“Mi auguro che queste sconfitte siano la benzina che ci fa reagire. La Fiorentina segna molto, soprattutto con l'arma della palla lunga a scavalcare la difesa. Dovremo stare attenti a non dare loro la profondità per farci male".
Entrando nello specifico di quale possa essere la formazione della Roma contro la Fiorentina, il tecnico giallorosso non si è voluto sbilanciare.
"Le mie considerazioni sono varie e devo valutare tutto. Chi mi può dare tanto, chi ha bisogno di un recupero più lungo".
Sulla possibilità di vedere in campo la coppia formata da Edin Dzeko e Patrik Schick anche domani, Ranieri ha poi rivelato che uno dei due potrebbe finire in panchina.
"Uno dei due in panchina? Potrebbe essere. Vediamo come stanno. Dzeko ha ricevuto una botta all'anca e a fine partita aveva un versamento incredibile. Devo vedere come sta".
Ciò che è certo è che la Roma potrebbe presentare delle novità per provare a sorprendere l'avversario e a tornare a fare punti in campionato.
"Cosa cambierò? Sto pensando 25 ore al giorno come aiutare questa squadra. Non è facile ma ci sto mettendo tutto me stesso. Valuterò bene tutto".
Riguardo a chi sarà il portiere titolare, visti i clamorosi errori di RobinOlsen contro il Napoli, Ranieri si è preso ancora del tempo per decidere.
"Chi sceglierò tra Mirante e Olsen? Adesso vediamo. Sceglierò la sera prima della partita, anche se forse oggi dovrò aspettare anche l'allenamento di domani mattina".
Interrogato sul fatto se Francesco Totti e Daniele De Rossi meritino importanti ruoli dirigenziali alla Roma in futuro, il tecnico giallorosso ha invece spiegato come stanno le cose.
"De Rossi ci penserà lui a cosa fare quando avrà voglia di smettere. Francesco ha invece già assunto un ruolo importante. C'è un processo di step by step per entrare in sintonia con la società. È un punto di riferimento importante per me e la società".
Tornando a parlare della pesante sconfitta contro il Napoli, Ranieri ha ribadito di non aver sentito il presidente James Pallotta dopo la gara, chiedendo poi ai suoi ragazzi una reazione contro la Fiorentina.
"Non ho sentito il presidente, questa è una squadra che sta vivendo un momento particolare. Ho visto le analisi dei chilometri percorsi, della velocità...e noi siamo molto simili al Napoli. Tranne che il Napoli ha corso da squadra, noi no. Voglio una squadra che sappia reagire alle avversità. Se le cose vanno bene potrei tornare a giocare anche io. Voglio una reazione".
Sulla qustione se sia giusto puntare sui giovani talenti o sui veterani in questo momento di difficoltà, per Ranieri contro i viola servirà un giusto mix.
"Mi sembra di aver utilizzato Kluivert immediatamente, Zaniolo quando si sentiva pronto a essere utilizzato. Quando le cose non vanno bene però ci devono stare i giovani ma anche i giocatori di esperienza che sappiano aiutare gli altri".
Parlando dello stile di gioco della sua Roma, infine, il tecnico giallorosso ha sottolineato come ora sia necessario avere una squadra compatta.
"Voglio la squadra corta e compatta ma è facile dirlo e difficile farlo. La squadra è costruita per pressare in avanti, dobbiamo riuscire a essere compatti. I tifosi? Hanno capito che la squadra ha bisogno di loro e la curva sud fino all'ultimo ha incoraggiato, devo essere sincero. Io chiedo sempre il supporto del pubblico ma loro vogliono vedere che questa squadra reagisca in campo. Lì poi il pubblico te lo trascini dietro. Non capisco perchè tutte le squadre ora vogliono giocare da dietro. Imitiamo tutti il tiqui-taca. Ora io voglio che la mia squadra resti compatta".




