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Adrien Rabiot Juventus 2019Getty Images

Rabiot, nel cognome della madre: dai 6 mesi col City alla Roma solo sfiorata

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Prima della pausa forzata per il Coronavirus le cose per Adrien Rabiot alla Juventus non stavano andando benissimo, anzi. Tanto che l'ex PSG contro l'Inter era rimasto in panchina 90 minuti. Decisi miglioramenti si sono visti dopo il lockdown: un goal - e che goal - al Milan e l'impressione di una forma fisica e di una mentalità positiva finalmente ritrovate.

Il tutto dopo che in estate era servita una lunga trattativa tra Fabio Paratici e mamma Veronique per convincere Rabiot a scegliere la Juventus, dove è arrivato a parametro zero.

TUTTO SUA MAMMA: DAL COGNOME A UN RAPPORTO SPECIALE

Proprio la signora Veronique d'altronde gioca un ruolo fondamentale nella carriera di Rabiot, che ha preferito il suo cognome a quello del padre Michel Provost, morto a gennaio 2019 dopo 12 anni di sofferenze causate da un ictus.

La passione per il calcio però Adrien l'ha presa da papà al quale ancora piccolissimo dedicava le prime giocate sui campi di periferia dove cercava di imitare l'idolo Zidane.

A curare gli interessi del centrocampista invece sarà sempre la mamma, che negli anni ha finito col condizionare la carriera del figlio tra affari d'oro e liti con i dirigenti di mezza Europa.

Un rapporto, quello con la madre, che Rabiot il giorno del suo sbarco a Torino ha provato definitivamente a spiegare.

"Lei è il mio agente, normale che mi aiuti. Poi il rapporto mamma-figlio è un’altra cosa. Stando sul lavoro, mi aiuta molto e ovvio che pesi molto il suo parere”.

SEI MESI AL CITY E LA TRATTATIVA CON LA ROMA

Parere decisivo nel 2008 quando Adrien, cresciuto nelle giovanili del Crétiel, viene ingaggiato dal Manchester City ma dopo soli sei mesi lascia l'Inghilterra e fa ritorno in Francia nel PAU FC anche per stare vicino al padre. Alla base della rottura, però, ci sarebbero soprattutto forti dissapori tra la signora Veronique e i Citizens.

La grande occasione per Rabiot è comunque solo rimandata dato che nel 2010 arriverà la chiamata del PSG. Anche qui le bizze della mamma rischieranno presto di rovinare tutto, tanto che, dopo la richiesta di seguire il figlio durante il ritiro invernale in Qatar con biglietto pagato dal club, il ragazzo viene ceduto in prestito al Tolosa.

Lì la signora Veronique si scontrerà con l'allenatore, che le nega la possibilità di assistere agli allenamenti da bordo campo. Nel 2014, invece, sarà Walter Sabatini a dover fare i conti con la mamma di Rabiot.

La donna non trova l'accordo per il rinnovo col PSG e tratta il trasferimento del figlio alla Roma, ma ad un certo punto chiede di parlare direttamente col tecnico giallorosso Rudi Garcia: Sabatini dice no e l'affare sfuma.

Il trasferimento in Italia quindi diventerà realtà solo cinque anni dopo, quando mamma Veronique dice sì a Fabio Paratici. Il tutto ovviamente dopo aver rotto in malo modo col PSG. Rabiot alla Juve nel cognome della madre: d'altronde tra signore ci si intende, no?

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