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Rabiot JuventusGetty Images

Rabiot a DAZN: "Se avessimo battuto l'Inter sarebbe cambiato tutto"

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A tu per tu con Adrien Rabiot. È il centrocampista francese della Juventus il protagonista di '1 vs 1', il format di DAZN nel quale i calciatori di Serie A si raccontano. Si parte dal buon rendimento offerto nelle ultime settimane dall'ex PSG, pesantemente criticato nella prima parte della stagione.

"In campo do sempre il 100%, ma è difficile mantenere lo stesso livello in tutte le partite. Il vero Rabiot probabilmente l'avete visto, ma forse è mancata la continuità, un po' più di regolarità. La prestazione contro l'Inter, o quelle più recenti, sono state di alto livello. Devo ripeterle ogni weekend ed è questa la cosa più difficile".

Massimiliano Allegri ha detto di Rabiot che "è cresciuto come se fosse un numero 10, ma in realtà è un giocatore di grandissima quantità, con uno strapotere fisico pauroso".

"Quand'ero più giovane giocavo più avanti, come un 10 - risponde Rabiot - Ora mi piace partire più da lontano. Preferisco avere spazio davanti a me. Chi pensa che io sia un giocatore offensivo non ha la corretta percezione di me. Sono un numero 6 o 8, non un 10.
Non ho ancora segnato? So che in Italia si fa molta attenzione a questa cosa, ma io non sono ossessionato, non è una vocazione. La cosa principale è giocare bene, dare il meglio di me, attaccare, difendere. Segnare è una cosa in più, non è una cosa primaria. L'importante è vincere.
Il goal annullato a Cagliari? Sono le regole del calcio, ma secondo me c'è un problema. Non mi riferisco agli arbitri, che applicano le regole. Il problema è nel regolamento".

Il rimpianto principale? La sconfitta contro l'Inter, naturalmente.

"Se avessimo battuto l'Inter sarebbe cambiato tutto. Mentalmente sarebbe cambiato il nostro approccio al campionato e quello delle altre squadre nei nostri confronti. Milan e Inter avrebbero avuto più pressione. Non è facile giocare avendo dietro di sé la pressione della Juve.
La finale di Coppa Italia? È una partita che attendo in maniera particolare, perché la sfida di campionato mi ha deluso e innervosito. Idem la Supercoppa. Avremmo meritato di più in entrambe le partite. Abbiamo una rivincita da prenderci contro l'Inter".

Ancora su Allegri: non è un mistero che al tecnico livornese Rabiot piaccia e non poco.

"Ha una passione per il proprio lavoro, vuole vincere ma anche migliorare i giocatori. Io stesso sono migliorato con lui. Mi sprona, è importante avere un allenatore che ti lancia delle sfide".

Chiusura col solito 1 vs 1: una serie di domande a bruciapelo alle quali Rabiot deve rispondere nel minor lasso di tempo possibile.

"L'avversario più forte? Messi. Il momento della carriera di cui vado più orgoglioso? La prima partita con la Francia. L'idolo da bambino? Steven Gerrard. Era un giocatore emblematico, con qualità difensive e offensive e che segnava molto. Era elegante, aveva qualcosa di particolare".
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