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Cesare Prandelli GenoaGetty Images

Quando Cesare Prandelli abbandonò la Roma durante il ritiro

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È l'1 giugno 2004 quando Cesare Prandelli sbarca a Roma col difficile compito di sostituire Fabio Capello. Il tecnico dell'ultimo Scudetto, dopo aver pronunciato la famigerata frase "mai alla Juventus", qualche settimana prima aveva accettato di lasciare la panchina giallorossa per accomodarsi proprio su quella della Vecchia Signora.

La famiglia Sensi e il direttore sportivo Franco Baldini scelgono così Cesare Prandelli, reduce dall'ottimo lavoro svolto a Parma e accolto con tutti gli onori nella Capitale, tra un incontro con l'allora sindaco Walter Veltroni, una rapida visita ai Fori Imperiali e la prima riunione a Trigoria dove ad attenderlo ci sono circa 150 tifosi e uno striscione: "Ave Cesare, benvenuto nell’Impero!”.

Prandelli, che ha firmato un triennale, si presenta con idee chiare e progetti ambiziosi per la sua Roma.

"Non voglio fare promesse, ma abbiamo voglia di stupire. Abbiamo un progetto serio e non ci sarà improvvisazione. Sto vivendo momenti di grande emozione, non ho quasi avuto tempo di riflettere”.

Cesare Prandelli in airportAA

Le premesse, insomma, sono quelle di una grande stagione. Ma il 26 luglio, a sorpresa, Prandelli non parte con la squadra per la tournée americana a causa delle condizioni di salute della moglie, malata di tumore, salvo raggiungere i suoi ragazzi qualche giorno dopo. Esattamente un mese più tardi, però, il tecnico preferirà rassegnare le clamorose dimissioni nelle mani della famiglia Sensi.

"In serata mister Cesare Prandelli ha rappresentato alla società la volontà di rassegnare le proprie dimissioni per poter affrontare al meglio le note vicende che ne hanno coinvolto la famiglia. A tal proposito la società, comprendendo la delicatezza del momento, ha invitato il suo allenatore a prendere il tempo necessario per valutare serenamente circa il suo futuro all'interno del proprio nucleo familiare".

Prandelli alla fine sceglie comunque di restare vicino alla signora Manuela, e così la Roma deve rapidamente trovare un nuovo allenatore. La scelta ricade sull'ex Rudi Voeller, ma dopo 25 giorni e un inizio di stagione da incubo anche il tedesco decide di abbandonare la panchina giallorossa. Panchina che nei mesi successivi verrà affidata prima a Gigi Delneri e infine a Bruno Conti. Risultato finale? Un deludente ottavo posto.

Anni dopo, lo stesso Prandelli racconterà quella difficile estate e la dolorosa scelta di interrompere un'avventura appena iniziata.

"Il ritiro in Austria andò alla grande. La gente ci seguiva. Ho un magnifico ricordo della famiglia Sensi, in particolare di Rosella che mi fu molto vicina. Mia moglie doveva fare delle terapie intensive e non se la sentiva di curarsi in una città dove non conosceva nessuno. Volle restare a Cremona dalle sorelle, la mamma, gli amici".

Il tecnico invece ha sempre smentito le voci su presunti problemi con Cassano, allora punto fermo della Roma insieme a Totti.

"Si disse anche che litigai con lui. Non esiste. Quattro giornalisti di Roma sono venuti al funerale di Manuela e mi hanno chiesto scusa per quello che avevano scritto. Ho apprezzato molto. Il rammarico è grande, sarebbe stata una sfida importante".

17 anni dopo, nel 2021, Prandelli ha visto la sua carriera da allenatore volgere al termine per sua stessa ammissione, dopo la sua seconda esperienza con la Fiorentina. Quattro mesi vissuti in maniera difficile, nonostante l'amore che lo legava alla città di Firenze. La stessa città da cui era ripartito nel 2005, dopo essersi rimesso in pista.

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