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Christophe Dugarry Zinedine ZidaneGetty Images

Quando il Milan scelse Dugarry invece di Zidane: storia di un rimpianto rossonero

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Una storia di rimpianti, di ricordi, errori e di ciò che sarebbe potuto essere: una scelta di mercato che avrebbe potuto segnare una nuova era, cambiando il corso delle cose. Proprio così può essere riassunta l'estate del Milan nel lontano 1996, quando la dirigenza si macchiò di uno dei più grandi errori della storia rossonera in sede di calciomercato.

Il Diavolo campione d'Italia in carica si appresta a salutare Fabio Capello, che lascia per la prima volta l'Italia per tentare la nuova avventura al Real Madrid, mentre la scelta di Silvio Berlusconi cade sull'uruguaiano Oscar Tabarez, profilo emergente a Cagliari, per tentare di aprire un nuovo ciclo vincente.

Tra le tante tappe di mercato il direttore sportivo Braida si ferma a Bordeaux, dove alcuni interessanti talenti stanno sbocciando. Il dirigente rossonero viene letteralmente abbagliato da Cristophe Dugarry, attaccante dalla folta chioma e dotato di una grande tecnica con la palla al piede.

Christophe Dugarry BordeauxPanoramic

Un giovane di forte personalità, senza il fiuto del grande bomber d'area ma capace di fare la prima e la seconda punta con grande dedizione al lavoro di squadra. Braida se ne innamora all'istante, ma non prima di aver analizzato l'altro talento emergente di quel gruppo: un certo Zinedine Zidane.

Il franco-algerino impressiona per quel modo incredibile di accarezzare il pallone, ma il ruolo è diverso: sulla trequarti il Milan è coperto e allora la scelta ricade su Dugarry, che per 6 miliardi di lire sbarca a Milano.

Anni più tardi Galliani giustificherà la scelta riconducendola a una questione puramente di ruolo:

"Braida aveva notato pure Zidane ma sarebbe stato chiuso da Baggio e Savicevic, ci serviva altro...".

Sono giorni di fuoco in sede di calciomercato, il Milan fa la sua scelta e lascia Zidane ai rivali della Juventus, che si fiondano subito sul fantasista francese e lo portano a Torino per 7,5 miliardi di lire, soltanto 1,5 in più di quanto sborsato dal Milan per Dugarry.

L'ex Juventus Lilian Thuram si schiererà successivamente 'in difesa' dei rossoneri:

"Quando Dugarry era giovane, era molto bravo. Non sto scherzando. So che ci sono molte controversie, la gente mi prendeva per un idiota quando dicevo che era tecnicamente bravo come Zidane, ma è vero. Duga era troppo forte, avevano entrambi un grande talento. Ma ciò che ha fatto la differenza a favore di Zizou è stato il lavoro. Avevano lo stesso livello tecnico, lo stesso potenziale, lo stesso talento. Zidane però ha lavorato più pazientemente".

Il più classico delle 'sliding doors': un errore troppo importante che lo stesso Berlusconi rinfaccerà più volte a Braida nel corso della loro collaborazione ai vertici del Diavolo. Una valutazione che peserà come un macigno nel destino delle due big di Serie A: nella stagione 1996/97 la Juventus vince lo Scudetto lasciando il Milan all'undicesimo posto per quello che a oggi è ricordato come uno dei periodi più oscuri della sua storia.

Dugarry Zidane BordeauxPanoramic

L'avventura di Dugarry al Milan fu talmente breve da essere immediatamente etichettata come uno dei più grandi flop italiani, considerata anche l''alternativa scartata' in sede di scelta. Un anno più tardi il classe '72 lascia il Diavolo per tentare fortuna al Barcellona dopo aver messo in archivio soltanto 6 reti in 26 presenze tra campionato e Champions League.

E immaginare tre geni del calcio come Zidane, Baggio e Savicevic nella stessa squadra va oltre ogni dettame tattico, oltre ogni inquadramento e oltre ogni previsione: l'unica certezza risiede nella storia, che con 'Zizou' al posto di Dugarry sarebbe stata sicuramente diversa.

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