GOALAvete presente la modalità carriera che si può giocare a FIFA? Scegli una squadra, ne diventi l’allenatore e la gestisci in tutto e per tutto, dal calciomercato al calcio giocato. Tantissimi videogiocatori sparsi nel mondo sono patiti di questa modalità, che si basa soprattutto sullo scouting e sul mercato. La bravura sta nell’acquistare giovani calciatori che, crescendo di valore, poi potranno anche essere rivenduti a cifre molto più alte.
Ecco, se giocate a FIFA già da qualche anno, e tra il 2009 ed il 2011 avete giocato almeno una modalità carriera, vi sarete sicuramente imbattuti in Tim Matavz. Calciatore sloveno che, proprio in quegli anni, era un attaccante in rampa di lancio, non solo in Slovenia ed in Olanda (dove è esploso) ma anche in tutta Europa.
Tim Matavz nasce il 13 gennaio 1989, a San Pietro-Vertoiba, di fatto a pochi passi dall’Italia. Già, l’Italia, un Paese che in qualche modo sarà sempre nel suo destino, ma solo di striscio. Comincia a giocare a calcio nelle giovanili del Bilje, per poi passare a quelle del Gorica nel 2004. Nel 2006 arriva il debutto in prima squadra, arrivando anche a segnare 11 goal in 30 partite di campionato, oltre che l'unica rete del Gorica nella gara di andata del primo turno di qualificazione della Coppa UEFA 2007-2008 contro il Rabotnički.
Comincia a mettersi quindi in vetrina, ed infatti si fionda sul calciatore il Groningen, club che da sempre scova giovani talenti di un certo spessore (Arjen Robben, Luis Suarez e Dusan Tadic tanto per citarne qualcuno): il 30 agosto 2007 si trasferisce nei Paesi Bassi, firmando un contratto di 5 anni proprio con la squadra olandese. Tutti lo attendono al varco di un campionato già più impegnativo come l’Eredivisie ed i primi passi in effetti non sono propriamente esaltanti.
Delude alla prima stagione, la seconda viene mandato in prestito in Eerste Divisie all'Emmen, ma qui totalizzerà solamente cinque goal. Torna così a metà stagione alla base, al Groningen. Ci mette un po’ per carburare, ma già dalla stagione successiva comincia a diventare un titolare inamovibile della squadra. Le sue stagioni migliori sono il 2009-2010 ed il 2010-2011: in queste due annate, soltanto in Eredivisie, Matavz mette a segno qualcosa come 32 goal.
Un bottino che non può lasciare nessuno indifferente nel mondo del calcio, soprattutto se hai appena compiuto 20 anni e segni questi goal alle tue primissime esperienze. Matavz ha già messo in mostra da tempo le sue caratteristiche: si tratta di una prima punta vecchio stampo, alcune volte macchinoso ma anche molto efficace in zona-goal e soprattutto negli stacchi aerei.
Il Napoli lo osserva da vicino e si convince che uno con quelle caratteristiche in Italia possa fare la differenza. Inizia una trattativa serrata tra il club partenopeo ed il Groningen. Siamo nel gennaio del 2011, con il Napoli che fa di tutto per acquistare il ragazzo. Le discussioni tra i due club procedono a gonfie vele e si arriva al momento dell’accordo, che viene trovato da Bigon (a quei tempi dirigente del Napoli) sulla base di 7 milioni di euro per il cartellino di Matavz. Ma, sul gong della finestra invernale, un problema nella trasmissione dei documenti via fax non consentì di depositare i contratti in Lega entro il 31 gennaio.
"Ci sono tutte le possibilità perché il giocatore venga in estate, ed a titolo definitivo. Lui sarebbe venuto a piedi a Napoli, per farlo ha rifiutato tante proposte - disse Nusret Jashari, agente di Matavz, a febbraio - Diceva sempre, 'se parto, lo faccio per andare a Napoli'. Ha un gran carattere, ha fatto una crescita veramente esponenziale. Poi lui parla bene l'italiano. E' un grande lavoratore ed ha fatto ottimi progressi"
Insomma, un affare fatto. Questione di qualche mese e Matavz sarebbe diventato un giocatore del Napoli. Macché, nel giro di qualche giorno, a maggio, cambiò tutto. Il club partenopeo aveva messo in stand-by l'attaccante che, al rientro da un infortunio, aveva trovato poco spazio in prima squadra. A ufficializzare i problemi tra l'entourage del giocatore e il Napoli fu direttamente il direttore sportivo del Groningen, Hans Nijland, sul sito ufficiale del club olandese.
"Matavz non si trasferirà al Napoli, non ha raggiunto un accordo con il club. Il giocatore resterà con noi anche il prossimo anno".
Parole che poi verranno spazzate via dal vento, visto che il 31 agosto 2011 viene venduto al PSV con cui firma un contratto triennale. Resterà davvero tre anni nella squadra di Eindhoven, ma non troverà più una grande vena realizzativa, per lo meno non sui livelli del passato al Groningen. Ma in quella avventura al PSV succederà un episodio segnato dal destino, proprio contro il Napoli. E’ il 9 dicembre del 2012, nel girone F di Europa League si gioca proprio la sfida tra PSV e Napoli. Una partita che non conta nulla ai fini della classifica (olandesi fuori, partenopei ai sedicesimi), ma che conterà molto per l’orgoglio personale di Tim Matavz.
ProShotsAl San Paolo il Napoli perderà quella partita con il punteggio di 1-3, affondato da una tripletta proprio di Tim Matavz, che quella sera si prese la sua personale e piccola rivincita per quell’affare sfumato.
“Sarei potuto andare al Napoli, ma poi gli feci una tripletta col PSV Eindhoven in Europa League: non la definirei una vendetta, diciamo che al San Paolo ho provato a fare del mio meglio e le cose sono andate bene, visto che sono riuscito a realizzare una preziosa tripletta. E’ vero, nel 2011 ero stato vicino al Napoli, ma non so ancora spiegarmi perché la trattativa alla fine saltò”.
A distanza di anni, queste parole risalgono al 2016, Matavz ancora non si spiegava il perché di quella trattativa saltata con il Napoli. Ma il destino con la Serie A regalò un’altra puntata al calciatore sloveno. Nel 2016, durante il calciomercato invernale, dopo un paio di stagioni deludenti con la maglia dell’Augsburg in Germania, è il Genoa a scommettere su Matavz e lo porta finalmente in Italia.
“Le prime impressioni sono molto buone. Tifosi e stadio mi sono piaciuti subito. Non ho visto molte partite del Genoa, ma il gioco di Gasperini mi piace e spero di impararlo velocemente. Ho guardato solo qualche gara per capire il tipo di gioco. Ma l'importante è che io protegga la palla, faccia movimento in area e segni".
Si presenterà con queste parole Tim Matavz in Italia, il 10 febbraio del 2016, ma questo sodalizio, si rivelerà un vero flop. Giocherà solamente sei partite di Serie A e non riuscirà a segnare nessun goal. Il feeling con Gasperini non scattò ed il Genoa a fine stagione lo mandò nuovamente alla base.
Da quel momento, la carriera di Tim Matavz continua a sgretolarsi sotto ai suoi piedi. Giocherà al Norimberga e poi al Vitesse per ben tre stagioni. In Olanda timbrerà anche qualche goal con la maglia giallonera, senza però mai sfiorare i fasti di un tempo, fino ad arrivare a scadenza di contratto nel 2020.
Tim Matavz ha poi cambiato completamente luogo nel mondo: nella stagione 2020/21 ha giocato nell’Al Wahda Sports Cultural Club, squadra degli Emirati Arabi Uniti. Un campionato molto meno probante, seguito dal ritorno in Turchia con l'approdo al Bursaspor, avvenuto nell'agosto 2021. Poi il trasferimento a Cipro, nelle fila dell'Omonia Nicosia, club in cui milita ancora oggi.
Una carriera che per il momento sembra essersi arenata. E pensare che fino al momento della mancata firma con il Napoli, vero sliding doors della sua vita, Tim Matavz sembrava poter diventare un protagonista della nostra Serie A e del calcio europeo.




