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Bizzarri Real MadridGetty

Quando Albano Bizzarri vinse la Champions League col Real Madrid

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Parigi, 24 maggio 2000. Real Madrid-Valencia 3-0 e Champions League alle Merengues. Era il Real di Raul, Morientes, Anelka, Redondo e McManaman. Ma pochi sanno che quello era anche il Real di Albano Bizzarri, che negli anni a venire avrebbe poi iniziato una lunga avventura nella nostra Serie A.

Il portiere classe '77 fu addirittura protagonista di quella speciale calvalcata europea dei Blancos terminata con la vittoria sul Valencia, giocando anche quattro partite in quella competizione prima di lasciare il posto a Casillas. Subì un totale di tre goal e non riuscì a giocare la finalissima, ma parte di quel successo è anche suo.

Il nastro si riavvolge a quando Bizzarri ha 18 anni ed è un portiere argentino che ha fatto bene al Racing Avellaneda, nel suo triennio di esordio nel calcio professionistico. Il Real Madrid si invaghisce di lui e lo porta nella capitale appena 21enne, convinto possa essere il futuro tra i pali.

Passati due decenni certo, ma ricordo sempre vivido:

"Roberto Carlos, Raul, Hierro, Guti. Che squadra! Lì ho imparato come si gestiscono i campioni. Quando si fece male Bodo Illgner, il titolare, l'ho sostituito per qualche partita".

Peccato che come spesso accade, una storia sorprendente venga soppiantata da una ancora più grande. Se Bizzarri aveva 21 anni, Iker Casillas solo 18. Sarà lui a fare la storia del calcio, mentre Albano dovrà 'accontentarsi' di una carriera onesta tra i pali:

"In rosa c’era anche Casillas, alla fine la spuntò lui per il resto della stagione. Essendo cresciuto nel settore giovanile dei Blancos Iker era un po’ più protetto...".

Nonostante Casillas, nonostante una sola stagione al Real Madrid, Bizzarri si porta via la medaglia d'oro, e non come uno di quei portieri che guardano da lontano il proprio titolare giocare tutte le gare e conquistare da protagonista assoluto il premio. Albano come detto giocherà tre gare, Illgner una, Casillas addirittura dodici. Tutti campioni di quel 1999/2000 europeo, tutti essenziali.

L'aver vinto la Champions ed essere riuscito a giocare oltre i 40 anni ha permesso a Bizzarri di entrare nel gruppo delle Real Madrid Leyendas, ovvero gli ex giocatori che tornano in campo per sfidare leggende di altre squadre, per eventi che stanno pian piano prendendo piede in Europa e nel mondo.

Basti pensare ad una sfida contro il Bologna, in cui sono scesi in campo insieme a lui anche campioni assoluti come Karembeu e Seedorf. Anch'essi ben lungi dall'essere bandiere, ma rimasti nel cuore dei tifosi e nella storia del pallone. Bizzarri un po' meno in questo senso, a livello generale. Scavando però, la realtà è diversa e porta in dote la Champions e l'aver giocato in A a 40 anni.

Dopo la sbornia Real, il Gimnastic e l'essere diventato idolo a Valladolid, qui sì semi-bandiera, arrivò poi in Italia nel 2007 a Catania, per poi vestire anche le maglie di Lazio, Genoa, Chievo, Pescara, Udinese, Foggia e infine Perugia. 176 presenze in Serie A per un elemento che per anni fu l'unico portiere del campionato ad aver vinto almeno una volta la Champions League. Mica male.

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