Poteva certamente andare meglio l'esordio assoluto ai Mondiali per il Qatar, spinto dal calore del pubblico presente ad Al Khor ma incapace di iniziare al meglio questa prestigiosa avventura: merito della qualità mostrata dall'Ecuador e dalle difficoltà dei ragazzi di Sanchez nel creare presupposti di pericolosità degni di nota.
Troppo netta la differenza tra i due tassi tecnici, soprattutto dalla metà campo in su: spicca su tutti il dato dei zero tiri verso la porta di Galindez da parte di Almoez Ali e compagni, col massimo marcatore qatariota che ha avuto una sola occasione per far male, probabilmente la più vistosa tra le cinque totali costruite dalla selezione asiatica.
Impreciso il suo colpo di testa da ottima posizione allo scadere del primo tempo, circostanza che, se sfruttata, avrebbe regalato un volto diverso alla partita. Fuori misura anche il tentativo aereo di Pedro, trasformatosi in assist per Almoez Ali che non è riuscito ad arrivare sul pallone. Nel finale buono spunto del nuovo entrato Muntari, pericoloso con un destro in controtempo che però non ha centrato lo specchio della porta.
Qualche goccia nell'oceano 'giallo' dell'Ecuador, trascinato da un super Enner Valencia, lui sì implacabile: proprio ciò che sarebbe servito al Qatar per non uscire scottato da un esordio dimenticabile, unitamente ad una maggiore visione nella zona nevralgica che è terribilmente mancata.
Poco male per Galindez e i suoi guantoni, rimasti immacolati e dunque già pronti ad essere riutilizzati nella prossima uscita contro l'Olanda in programma venerdì: difficilmente potrà fare nuovamente lo spettatore non pagante, considerata la forza dei prossimi avversari della 'Tri'.
"Non abbiamo fatto quattro passaggi di fila - le parole in conferenza stampa di Felix Sanchez - e più che nonnismo ho visto nervosismo. Non voglio trovare scuse".
Per il Qatar, che risulta essere la prima nazionale ospitante a perdere il match inaugurale, c'è ancora tanto da lavorare, e la certezza che per accedere agli ottavi di finale non basterà assolutamente la proposta di gioco mostrata quest'oggi: l'approdo tra le migliori sedici è una cosa seria, aggettivo che non si sposa con la qualità della prestazione odierna.
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