Quella della violenza dentro e fuori gli stadi è una piaga con la quale il calcio spesso si è trovato a fare i conti. Nel corso degli anni più volte si è purtroppo assistito a scene di risse e pestaggi che hanno avuto anche conseguenze gravissime, ma di rado si è sentito parlare di tifosi, o meglio pseudo-tifosi, che prima di una partita hanno aggredito dei cavalli.
E’ proprio questo quello che è successo il 19 gennaio del 2019 quando un fan dei Celtic, poco prima di una sfida Coppa di Scozia che ha poi visto la sua squadra del cuore vincere 3-0 contro l’Airdrie, nel corso di scontri che sono scoppiati al di fuori del Celtic Park, ha preso a pugni tre cavalli delle forze dell’ordine (che per fortuna non hanno riportato conseguenze).
A poco più di un anno di distanza dall’accaduto l’uomo, Kevin McGuire, è stato condannato a dieci mesi di reclusione per aver recato “sofferenze inutili ai tre cavalli e per aver aggredito due agenti di polizia, agendo con fare minaccioso”.
McGuire, 36 anni, si è sempre professato innocente, ma ad incastrarlo è stata la testimonianza del sergente della Polizia di Glasgow Mark Stewart.
“Gli ho chiesto di spostarsi e lui ha dato un pugno in pieno muso al mio cavallo Oban che a quel punto ha reagito. In seguito ha colpito anche un altro cavallo della Polizia di Glasgow”.
Lo sceriffo di Glasgow, John McCormick, non ha avuto dubbi nell’attribuire ai tifoso del Celtic le sue responsabilità per l’accaduto.
“Ha affermato di essere innocente, che era semplicemente uno dei tanti tra il pubblico, ma in realtà è stato tra coloro che hanno trascinato la parte violenta della folla ed ha aggredito gli agenti e i loro cavalli, tra l’altro mentre era fuori su cauzione”.
A McGuire, che già in passato aveva ricevuto una condanna che gli impediva di entrare negli stadi del Regno Unito adesso, oltre ai 10 mesi di reclusione, è stato nuovamente impedito l’ingresso negli stadi per i prossimi cinque anni.


