C'era un tempo, nè lontano, nè storico, in cui Sandro Tonali aveva indosso quei due colori che ora sono dall'altra parte di Milano. Il nero e l'azzurro, non letteralmente e fisicamemente sopra le spalle e la maglia del giovane, futuro della Nazionale italiana. Il matrimonio s'ha da fare, ragazzo in pugno, accordo trovato. Solamente che nei tempi di calciomercato tutto si muove. E se si può cambiare squadra nonostante una sciarpa diversa tra le mani o uno sfondo opposto, beh, cambiare il destino non è poi così difficile.
Un destino che ha fatto un lungo giro prima di compiersi, perchè quello legato all'Inter non era certo un ripiego e anzi, poteva essere un grande salto. Ma da tempo spingeva nei pensieri di Tonali quel vecchio desiderio di indossare la casacca sognata da bambino, quando i suoi idoli vincevano la Champions League e mettevano insieme squadre leggendarie. E così è stato Milan, e così sarà nel Derby.
Doveva essere Inter per Tonali, sarà Milan, All'improvviso la squadra del ragazzo, perchè monsieuer nerazzurro ha deciso di rallentare, indecisa su Nainggolan, avanti verso Vidal, con gli stessi interni pronti a dire la propria nuovamente sotto Conte. Il virgulto di Brescia, capelli poco alla moda ma piede capace di dettarla, scivola verso Milano, sfiora i nerazzurri e approda in rossonero.
E' fine agosto, quando tutto sembra fatto in chiave Inter, che cambia la storia di Tonali. Non si chiude il passaggio in nerazzurro e cambia tutto, lasciando il Biscione a strisciare senza una meta, senza chiudersi in sè stesso per stringere a sè il ventenne di Lodi. Parla Cellino e rivolta tutte le sicurezze, le possibilità, le eventuali ramificazioni:
"Ho apprezzato la serietà di Maldini, che conferma quella storica del Milan. Non aggiungo altro perché non voglio essere inopportuno o poco riservato. Marotta? Mi ha sempre confermato il forte interesse per il giocatore da parte dell’Inter, io ho sempre evitato trattative con altri club, anche esteri. Ma anche il ragazzo ha la necessità di sapere qual è il suo futuro: io non ho fretta, Tonali sì".
Tonali ha fretta di scegliere una grande squadra dopo la retrocessione del Brescia. Chissà, forse con la salvezza delle Rondinelle, il ventenne centrocampista avrebbe scelto con più calma, ma la Serie B, i titoli dei giornali web e la nuova annata lo portano ad avere fretta, per forza di cose. Ma l'Inter non può assecondare la sua volontà immediata di salire di livello, perchè c'è da vendere prima di comprare. E non è ancora tempo di investire.
Cellino ha fatto una promessa a Tonali e dopo la prima e unica annata di Serie A con il Brescia è libero di andare, 'liberato' dalla Serie B, sofferta e deludente, ma che porta comunque la possibilità di confrontarsi con il grande calcio. Il Milan mette tutto sul piatto, possiamo prenderlo subito. E lui torna indietro a dieci anni prima, quando sognava solamente di giocare a San Siro, con il Diavolo.
Perchè il Diavolo lo tenta e lui, non ci vede più desideroso di vendere la sua anima ai rossoneri, subito e senza ma:
"L'Inter era determinata a prenderlo, aveva già trovato l'accordo col giocatore, poi i tempi si sono protratti. Prima dell'operazione col Milan, pochi giorni fa, c'è stata un'offerta del Manchester United ma il ragazzo una volta che ha sentito il Milan non ha capito più nulla, è un tifoso del Milan ed è innamorato. Gli diedi la parola che lo avrei fatto andare dove avesse scelto lui".
Cellino è in buoni rapporti con l'Inter, ma prima di tutto c'è la parola data al giovane. E quella è più preziosa di tutte. Signor presidente, la prego, mi venda al Milan. Si chiude il cerchio e a settembre, realmente, uno su mille ce la fa, a realizzare il suo sogno. Speranza per tutti i bambini che giocano a calcio e guardano con occhi luccicanti là, immaginando di vestire quella casacca troppo larga per loro, ma non abbastanza per contenere i propri desideri.
GoalIl Brescia ha rifiutato la proposta invernale del Barcellona, poi quella estiva del Manchester United ed infine ha dribblato quella interista. Perchè Tonali ha dato mandato al suo procuratore, aspettando, attendendo, lasciando in aria quel non succede, ma se succede:
"Se altre squadre sono state vicine non lo so perchè ho deciso di non farmi avvisare di niente, ho lasciato lavorare il mio agente. Nel momento in cui è arrivata una proposta davvero concreta come quella del Milan mi ha avvisato e sono intervenuto io. Ci è voluto un minuto, uno scambio di parole ed eravamo già intesi tutti, è stata una cosa fantastica nel momento in cui ho avuto la certezza che sarei venuto al Milan".
Contro l'Inter ora, che sembrava la sua sposa e sarà la sua nemica, nel Derby, nelle storie, nei destini opposti e ribaltati dai sogni di un bambino prima e di un ragazzo poi.




