L'immediato procedimento aperto dall'UEFA dopo Roma-Liverpoolnei confronti del presidente giallorosso James Pallotta ha stupito molti ma, come chiarito oggi da 'La Gazzetta dello Sport', le motivazioni non sono da ricercare nelle parole pronunciate dallo stesso Pallotta davanti alle telecamere sull'utilizzo del VAR.
La 'condotta inappropriata' di cui parla l'UEFA infattisi riferisce ad alcune frasi molto pesanti, condite secondo 'La Repubblica' da un serie di 'fuck', che Pallotta avrebbe rivolto a fine partita al delegato presente all'Olimpicoe che sarebbero arrivate anche alle orecchie dell'arbitro Skomina. Frasi e insulti presenti peraltro nei rapporti stilati dagli ufficiali di gara.
Tanto che se Pallotta si è detto 'sorpreso da questo procedimento', il direttore generale Baldissoni ha fatto qualche ammissione: "Vedremo se ci saranno delle sanzioni. Il presidente ha affermato un principio più generico, che si può fare ricorso alla tecnologia.
Poi nell’immediato magari gli è scappata qualche parola più colorita ma non vogliamo mancare di rispetto a nessuno, l’arbitro è il primo a sapere di sbagliare. Noi dobbiamo occuparci dei nostri errori, non di quelli dell’arbitro".
In ogni caso la Roma alla fine dovrebbe cavarsela con una multa e Pallotta rischia al massimo un'inibizione temporanea. Resta da capire invece quali saranno le sanzioni per quanto accaduto prima della partita d'andata tra i tifosi giallorossi e quelli del Liverpool.
Mentre l'UEFA intanto avrebbe aperto un procedimento su alcuni problemi organizzativi riscontrati all'Olimpico, problemi negati senza giri di parole da Pallotta: "Autorità, Coni e Roma hanno garantito una professionalità che non ho mai visto in nessun evento sportivo. Mi viene da ridere".
Infine nei prossimi giorni l'UEFA aprirà un procedimento anche sulle dichiarazioni rilasciate nel pos partita di Madrid dai giocatori della Juventus. Gli strascichi di una Champions finita tra le polemiche, almeno per le italiane.
