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Cesare Prandelli - GalatasarayCesare Prandelli - Galatasaray

Prandelli riparte da Firenze: con la 'sua' Fiorentina per rilanciarsi dopo annate complicate

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La Fiorentina ha deciso di ripartire da l’uomo che meglio di chiunque altri la conosce: Cesare Prandelli. A più di dieci anni dalla sua ultima partita alla guida della compagine viola e da un addio mai del tutto digerito dalla piazza gigliata, che si consumò tra l’altro tra moltissime polemiche, il tecnico di Orzinuovi ritorna lì dove ha vissuto le tappe più belle della sua lunga carriera da allenatore.

Quello che la Fiorentina ritrova nel 2020 è un tecnico diverso da quello dal quale si era separata nel 2010. Prandelli infatti all’epoca era uno degli allenatori più corteggiati dell’intero panorama calcistico italiano, tanto che il suo nome, nei mesi e nelle settimane precedenti a quella che allora fu vista come una clamorosa rottura, fu accostato ad alcuni tra i più importanti club italiani ed europei in assoluto: la Juventus su tutti.

Lasciata Firenze, Prandelli in realtà non ha mai fatto ritorno a Torino e non mai tornato a vestire quei colori che per diverse stagioni erano stati i suoi da calciatore, ma è anzi diventato commissario tecnico di una Nazionale con la quale ha tra l’altro sfiorato quello che sarebbe stato il suo trionfo più importante.

Con l’Italia si è infatti spinto fino alla finale di Euro 2012. Gli Azzurri furono protagonisti di un torneo giocato a buonissimi livelli, ma in finale dovettero arrendersi ad una Spagna semplicemente troppo forte. 4-0 a Kiev per gli iberici.

L’avventura Azzurra è poi proseguita con una buona Confederations Cup (terzo posto nel 2013 alle spalle di Brasile e Spagna) e si è successivamente chiusa con il più doloroso dei fallimenti. Ai Campionati del Mondo del 2014, l’Italia, dopo essere partita forte imponendosi per 2-1 contro l’Inghilterra, è caduta prima contro Costa Rica e poi Uruguay, venendo dunque eliminata già alla fase a gironi. Prandelli, subito dopo l’1-0 patito contro la Celeste, ha rassegnato le sue dimissioni mettendo fine ad un’avventura iniziata quattro anni prima.

Proprio Brasile 2014 ha rappresentato una sorta di spartiacque nella carriera di Cesare Prandelli. Da quel Mondiale in poi infatti, la sua carriera ha preso una piega totalmente inaspettata.

Pochi giorni dopo la sconfitta contro l’Uruguay, il Galatasaray ha annunciato la decisione di affidargli la panchina. A Prandelli è stato affidato il compito di succedere a Roberto Mancini e di riportare il club turco a lottare per il titolo in campionato, ma la parentesi ad Istanbul è stata breve ed avara di soddisfazioni.

L’esordio è datato 25 agosto 2014 e coincide con una sconfitta ai rigori in Supercoppa di Turchia contro il Fenerbahçe. Il debutto in campionato si aprirà invece con un successo sul campo del Bursarpor, ma sarà una delle poche soddisfazioni che si toglierà sul Bosforo.

Cesare Prandelli - GalatasarayAA

Il Galatasaray infatti farà malissimo in Europa, dove raccoglierà appena un punto in cinque partite della fase a gironi della Champions League. Il 27 novembre, dopo la sconfitta contro l’Anderlecht che sancirà anche la mancata possibilità di retrocedere in Europa League, scatterà l’esonero.

Prandelli lascerà la compagine turca al terzo posto in campionato (il Galatasaray poi vincerà il torneo) e con un bilancio che parla di 6 vittorie, 2 pareggi ed 8 sconfitte in 16 partite.

Il tecnico di Orzinuovi tornerà in panchina quasi due anni dopo, nel settembre 2016, per iniziare una nuova avventura lontano dall’Italia: quella al Valencia.

Scelto per sostituire Pako e per rilanciare una squadra bloccata al quattordicesimo posto in Liga, rassegnerà le sue dimissioni il successivo 30 dicembre. A portarlo alla decisione di farsi da parte, divergenze con la società riguardo al mercato invernale, ma anche i risultati non erano stati all’altezza delle aspettative. Per Prandelli i punti in campionato saranno infatti saranno solo 6 in 8 partite, figli di 1 vittoria, 3 pareggi e 4 sconfitte in campionato (compresa una interna per 2-3 contro il Barcellona).

Il ritorno in panchina coinciderà con un’altra breve parentesi, questa volta a Dubai con l’Al Nasr. Anche negli Emirati Arabi le cose non vanno benissimo e l’avventura, iniziata nel maggio 2017, si chiuderà nel gennaio 2018 a seguito di un’eliminazione dalla Coppa del Presidente degli Emirati Arabi Uniti. Il bottino complessivo parlerà di 5 vittorie, 2 pareggi e 5 sconfitte, oltre che di un terzo posto momentaneo in campionato.

Il 7 dicembre 2018 il ritorno alla guida di un club italiano: il Genoa. Prandelli viene chiamato in corsa per sostituire Ivan Juric (il quale a sua volta aveva preso il posto di Davide Ballardini). Quella che prende è una squadra eliminata dalla Coppa Italia dall’Entella, dall’andamento altalenante ed inoltre indebolita a gennaio, visto che il bomber Piatek viene ceduto al Milan.

Genoa Oscar Hiljemark Cesare Prandelli Serie AGetty Images

Prandelli non riesce ad allontanare il Grifone dalle sabbie mobili della lotta per non retrocedere ed anzi, la salvezza arriverà solo l’ultimo turno di campionato, quando proprio contro la Fiorentina arriverà un pareggio a Firenze in concomitanza di una sconfitta dell’Empoli con l’Inter (a favorire i liguri fu il miglior rendimento negli scontri diretti).

La parentesi all’ombra della Lanterna si chiuse quindi con 4 vittorie, 11 pareggi e 9 sconfitte in 24 partite.

Il Prandelli che ha sostituito Iachini sulla panchina della Fiorentina, è quindi un tecnico in cerca di rilancio dopo annate complicate. Del club gigliato è il tecnico con il più alto numero di vittorie ottenute (117 in 240 partite) e chissà che proprio a Firenze non possa tornare a togliersi quelle soddisfazioni alle quali era abituato.

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