Il tracollo del Portogallo al cospetto della favola Marocco è ben più di una semplice sconfitta di misura e, in un certo senso, rappresenta anche la fine dell'era di Cristiano Ronaldo: partito dalla panchina per la seconda volta consecutiva, per l'ex Juventus sembrano essersi chiuse le porte della titolarità, a vantaggio del nuovo che avanza impersonato, tra gli altri, da Gonçalo Ramos.
Il fuoriclasse lusitano ha abbandonato il terreno di gioco in lacrime, con la consapevolezza di aver sprecato l'ultima occasione di vincere i Mondiali: a febbraio compirà 38 anni e, pensare ad una sesta apparizione in carriera nell'edizione del 2026, appare pure utopia.
Allora di anni ne avrà 39 invece Lionel Messi, che il suo sogno mondiale continua a coltivarlo: resta solo la Croazia tra l'Argentina e la finale che, naturalmente, non potrà essere contro il suo rivale di sempre, membro della dicotomia che ha segnato il calcio negli ultimi quindici anni.
Messi contro Ronaldo è dunque una finale che non vedremo mai ai Mondiali, nonostante le speranze di assistere ad una resa dei conti definitiva che avrebbe potuto lasciare una traccia tangibile nella classifica che da sempre divide l'opinione pubblica, su chi dei due sia il migliore: fatto assolutamente soggettivo, ma che una finale iridata avrebbe in un certo qual modo indirizzato verso l'una o l'altra parte.
In passato soltanto in una circostanza ci fu la concreta possibilità di ammirare un ultimo atto tra Argentina e Portogallo con Messi e Ronaldo in campo: nell'edizione tedesca del 2006 tanta cara a noi italiani, in cui le due nazionali si trovavano in parti opposte del tabellone durante la fase ad eliminazione diretta.
Si era ancora agli albori della rivalità (Ronaldo aveva appena 21 anni, Messi addirittura 19) ed entrambe le squadre non rispettarono le attese: 'Albiceleste' eliminata ai quarti dai padroni di casa della Germania, Portogallo fatto fuori dalla Francia in semifinale. Oggi, a sedici anni di distanza, quell'auspicio può dirsi del tutto tramontato.
