Quella che ha visto affrontarsi Brasile ed Argentina nelle semifinali della Copa America è stata una partita che ha lasciato dietro di se un lunghissimo strascico di polemiche.
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A scatenarle alcune decisioni arbitrali prese dal direttore di gara Zambrano che non sono piaciute ai giocatori dell’Albiceleste e alla Federcalcio argentina e che a distanza di qualche ora dal triplice fischio finale continuano a far discutere.
In particolare, oltre che per la gestione dei cartellini, i giocatori dell’Argentina si sono lamentati per due rigori non assegnati (per falli su Aguero ed Otamendi), per un possibile fallo di Dani Alves nel corso dell’azione che ha portato al goal di Firmino e per la decisione di non rivedere alcune azioni al VAR.
Proprio il VAR è finito sul ‘banco degli imputati’ e a quanto pare effettivamente dei problemi ci sono stati. Secondo quanto riportato da Globo Esporte infatti, prima dell’inizio del match arbitro e video assistant referee non riuscivano a comunicare.
La CONMEBOL ha confermato l’esistenza del problema, ma ha anche specificato che l’inconveniente non ha poi influenzato l’utilizzo del VAR durante i 90’.
Secondo quanto emerso il problema potrebbe essere stato causato dal fatto che gli uomini che si sono occupati della sicurezza del presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, abbiano usato le stesse frequenze della CONMEBOL e degli addetti al VAR. L’Agencia Nacional de Telecomunicaçoes brasiliana (Anatel) chiamata a intervenire ha poi risolto il tutto.




