Mancava la sua firma e puntualmente è arrivata. Ivan Perisic ha atteso gli ottavi di finale per timbrare il cartellino per il terzo Mondiale di fila. Insieme a Lionel Messi, Cristiano Ronaldo e Xherdan Shaqiri, è l’unico ad aver segnato in tutte le ultime tre edizioni.
Un goal per niente banale, visto che ha riportato l’ottavo della Croazia in parità, rispondendo al vantaggio del Giappone. Non poteva certo immaginare uno scenario migliore per segnare la rete che lo ha reso il miglior marcatore croato ad un Mondiale, agganciando la leggenda del calcio balcanico Davor Suker.
6 goal, 4 assist, per un totale di 10 reti segnate o assistite dal suo esordio nel 2014, il tutto in 14 partite. Nello stesso lasso di tempo solo Messi (8 goal e 4 assist) e Mbappé (9 goal e 2 assist) hanno contribuito ad un maggior numero di reti.
Alla presenza numero 120, il centro numero 33. 10 dei quali nei grandi tornei, anche in questo caso un primato nazionale, stavolta in solitaria. Li chiamano “big time players” e Perisic ha dimostrato ancora una volta di esserlo. Nel 2018 aveva messo lo zampino nella semifinale con l’Inghilterra che ha portato la nazionale balcanica all’ultimo atto.
Sostituito nell’intervallo tra i due tempi supplementari, non ha potuto calciare il suo penalty, ma i compagni hanno continuato l’ottimo lavoro che lui stesso aveva iniziato, timbrando il successo.
Quando la Croazia, vince - anche se ai rigori - c’è sempre di mezzo Ivan: era stato così anche ai gironi, nel 4-1 sul Canada, con due assist. Il goal gli mancava ancora. L’ha trovato nel momento decisivo. D’altronde è questione di feeling.
