Per decenni l'Atletico Madrid ha fatto rima con il Vicente Calderon, storico impianto della capitale salutato nel 2017 dopo cinquant'anni. La formazione biancorossa si è spostata come noto da diversi anni al Wanda Metropolitano, la nuova casa di una delle squadre più importanti del nuovo millennio.
Nuova casa sì, ma in realtà passata: il Wanda Metropolitano non è infatti un impianto nato all'improvviso, ma esisteva già e ha solo cambiato nome, con tanto di ovvio ammodernamento ed allargamento della capienza rispetto alle stagioni degli anni '90.
WANDA METROPOLITANO, PERCHÉ?
Lo stadio dell'Atletico Madrid ha acquisito tale denominazione per l'unione tra la compagnia cinese che l'ha detenuto fino al 2018 e il vecchio impianto dei Colchoneros. La compagnia Wanda aveva fino a tre anni il 20% delle quote, versando 10 milioni annui per i diritti di sfruttamento del nome.
Tra il 1923 e il 1966, l'Atletico Madrid ha giocato le sue gare al Metropolitano, ancor prima del Calderon: questo era capiente 35.000 persone e venne demolito negli anni '60 dopo l'addio dei Colchoneros.
LA STORIA DEL WANDA
Nel 1993 è venuto alla luce come Peineta, anno di fine dei lavori di costruzione, ma nel corso degli anni non è stato utilizzato da grandi club, chiuso nel 2004 per una ristrutturazione mai conclusasi. Lo stadio venne ripensato come Olimpico dopo la candidatura di Madrid ai Giochi 2012 (Londra), 2016 (Rio) e 2020 (Tokyo, disputati nel 2021).
I tre no dei giochi spagnoli hanno portato l'Atletico Madrid a puntare su tale impianto, finalmente rimordernato e più capiente.
CAPIENZA E POSTI A SEDERE
Il Wanda Metropolitano, casa dell'Atletico Madrid, può ospitare 68.456 persone alla sua massima capienza. All'epoca della nascita del Peineta, servirono 60 milioni di euro, mentre per creare l'attuale impianto dei Colchoneros ce ne sono serviti 270. Nel 2019 ha ospitato la finale di Champions League vinta dal Liverpool sul Tottenham.
