E’ la notte tra il 2 ed il 3 agosto 2007 quando dal Brasile rimbalza la notizia che tutti i tifosi del Milan stanno aspettando. Alexandre Pato sarà un nuovo giocatore rossonero ed è pronto a prendere il primo volo che lo porterà in Italia per apporre la firma sul contratto che lo legherà al club meneghino per le successive cinque stagioni.
Quella che si appresta ad accogliere il giovane ragazzo brasiliano, che in patria è soprannominato ‘ Papero ’, è una squadra che tra gli altri, può contare su fuoriclasse del calibro di Cafù , Maldini , Seedorf , Nesta , Pirlo , Kakà e Ronaldo , tuttavia l’attesa per l’arrivo di quel talento di appena 17 anni è enorme ed il motivo è semplice: dall’altra parte dell’Oceano sono giunte voci che parlano di un autentico fenomeno.
Si tratta di un giocatore che qualche mese prima ha esordito con la maglia dell’ Internacional in un match contro il Palmeiras mettendo a referto un goal, tre assist ed una traversa e che poche settimane dopo quell’exploit ha vinto da protagonista una Coppa del Mondo per Club , togliendosi tra l’altro la soddisfazione, a 17 anni e 102 giorni, di diventate il più giovane marcatore della storia di tutte le competizioni FIFA, cosa questa che gli ha permesso strappare ad un certo Pelé un primato detenuto dal lontano 1958.
A garantire sulle sue qualità sono Carlo Ancelotti - che lo volle fortemente al Milan dopo averlo visto all’opera nei Mondiali U20 e che per lui pospettò un futuro da Pallone d'Oro - ma anche Paulo Roberto Falcao , ovvero uno che il tecnico del Milan lo conosceva bene dai tempi in cui giocarono insieme alla Roma e che di talenti nel corso della sua vita in Brasile ne aveva visti in numero più che discreto.
“Già a 16 anni si vedeva che era un potenziale campione. Era diverso dagli altri. Aveva tutto da imparare, ma aveva forza, personalità ed era forte di testa”.
Il campioncino acquistato dal Milan è un gioiello nel quale in patria in molti hanno già individuato un novello Careca e la sola idea di vederlo al fianco di Ronaldo e con Kakà a supporto manda in visibilio quei tifosi che già immaginano una macchia da goal in salsa ‘ Verdeoro ’. C’è però un problema: il ragazzo non ha ancora compiuto 18 anni e le norme FIFA ne impediscono il tesseramento.
Per lui, che intanto è diventato il giocatore minorenne più costoso della storia, visto che i l Milan ha sborsato qualcosa come 22 milioni di euro pur di farlo suo , si prospettano dunque dei mesi vissuti in prestito in Brasile, questo almeno fino a quando, quasi a sorpresa, arriva il comunicato che annuncia il suo immediato sbarco a Milano.
“Il grande talento Alexandre Pato si allenerà con il Milan e potrà giocare le partite amichevoli a partire dal 3 settembre 2007. Dal 3 gennaio 2008 in poi potrà disputare anche le partite ufficiali“.
Il talento, che intanto si è limitato a stupire in allenamento, dovrà aspettare il 13 gennaio 2008 prima di poter fare il suo esordio in rossonero, ma la grande attesa di freme di vederlo in campo sarà ben ripagata. Si gioca a San Siro , dove il Milan ospita il Napoli quando Pato, che Ancelotti schiera subito nell’undici titolare, al 75’ stoppa al volo un pallone lanciato dalle retrovie da Favalli , elude il tentativo di intervento di un difensore avversario e batte con freddezza Iezzo.
“Era una gran palla, io l’ho solo messa dentro. Ho fatto un movimento che mi piace, molti dei miei goal sono così”.
Getty ImagesQuella sera il Milan si impone per 5-2 grazie anche ai goal di Ronaldo, Seedorf e Kakà e quei 90’ lasceranno in molti la sensazione che non solo un’annata nata non benissimo sta per cambiare il suo volto, ma anche che i rossoneri hanno trovato un nuovo fuoriclasse destinato ad attaccare tutti i record del club.
Con il passare dei mesi i numeri del ‘ Papero ’ si fanno devastanti. A 20 anni non ancora compiuti è uno dei leader tecnici di una delle migliori squadre d’Europa, segna con una costanza rara per un giocatore della sua età, ha già fatto il suo ingresso nel giro della Nazionale maggiore brasiliana e grazie a doti fuori dal comune si è guadagnato la possibilità di avere il mondo ai suoi piedi.
Quella al Milan è un’avventura meravigliosa, Pato è tra le stelle di un club che sa ricambiare come pochi quanto ricevuto dai suoi campioni ma, quanto tutto inizia a far immaginare un futuro da capitano ed un’intera carriera colorata di rossonero, il volto delle cose cambia in maniera inaspettata.
Nel gennaio del 2010 il baby fenomeno brasiliano riporta in allenamento uno stiramento alla coscia destra, al quale pochi giorni dopo seguirà una lesione all’adduttore. Nemmeno il tempo di rientrare e sarà una distrazione al bicipite femorale a fermarlo, prima che a marzo quell’infortunio si trasformi in una lesione prolungando sensibilmente la sua assenza dai campi da gioco. La stagione successiva si apre con un infortunio ad una caviglia, poi nuovi problemi muscolari, questa volta alla gamba sinistra che sfoceranno in una lesione al bicipite femorale, prima che l’altra caviglia lo costringa ed un nuovo stop ed altri due stiramenti (uno alla coscia sinistra e l’altro a quella destra) mettano fine ad un’annata molto complicata.
Il nome Pato è ormai diventato ‘ sinonimo di infortunio ’ ed è chiaro a tutti che la sua avventura al Milan è ormai giunta ad un passo dal capolinea .
I commenti ricchi di ammirazione lasciano il posto allo scherno e a fare notizia non sono più i suoi goal, ma semmai il fatto che possa essere inserito nella lista dei convocati. Quel ragazzo che a tempo di record era riuscito a meritarsi l’ingresso nel gruppo dei migliori al mondo, il gioiello che i rossoneri erano riusciti a strappare al Real Madrid ed al Chelsea , ad appena 23 anni e con un futuro davanti tutto da scrivere, si ritrova a fare i conti con una realtà che in pochi avrebbero potuto anche solo immaginare: il meglio è già stato dato e la parabola discendente di una carriera inizialmente destinata a traguardi meravigliosi è già iniziata.
Lì dove spesso non riuscivano i difensori avversari, riuscì la sfortuna: Pato si era rivelato un attaccante dal potenziale enorme, ma dal fisico semplicemente troppo fragile.
Lui che si era lasciato alle spalle la povertà, che a dieci anni aveva rischiato di perdere un braccio a causa di un tumore (un medico lo operò gratuitamente, poiché la sua famiglia non poteva permettersi l’intervento) e che aveva lasciato il suo mondo per imporsi nel ‘ Vecchio Mondo ’, era chiamato lottare contro una sorta di male oscuro, a reinventarsi e costruirsi un nuovo cammino lontano dal suo Milan. Su una cosa poteva però contare: sulla reputazione che si era costruito. Nessuno poteva infatti mettere in dubbio le sue doti ed anzi tutti sapevano che qualora fossero riusciti a tirare fuori dalle sue gambe quel ‘ calcio che ancora restava ’, in casa si sarebbero trovati uno dei più forti attaccanti del mondo.
E’ il gennaio 2012 quando a fiutare l’affare è il PSG . Leonardo , che pochi anni prima aveva favorito il suo arrivo al Milan, nel frattempo è diventato l’uomo mercato del club parigino ed è pronto a scommettere forte sulle qualità di quel ragazzo che conosce come pochi. La proposta arrivata sui tavoli di via Turati è di quelle irrinunciabili: 28 milioni più 7 di bonus , mentre ad attendere il ‘ Papero ’ all’ombra della Torre Eiffel c’è un quadriennale faraonico.
L’affare viene dato per fatto e si cerca solo di intuire quale sarà il volo che lo porterà a Parigi, quando il Milan spiazza tutti.
“A. C. Milan comunica che Alexandre Pato resterà in maglia rossonera. L’attaccante ha deciso di proseguire con il Milan la sua giovane, splendida e vincente carriera”.
Adriano Galliani , che nel frattempo si trova a Londra per definire i dettagli per l'acquisto del cartellino di colui che è stato scelto per sostituire Pato nel cuore dell’attacco rossonero, ovvero Carlos Tevez , fa ritorno a Milano consapevole del fatto che la trattativa portata avanti per l’ Apache è ormai saltata.
“Il Milan è casa mia. Non volevo interrompere la mia carriera in rossonero dopo aver vinto i miei primi due trofei con questa maglia. Voglio contribuire a scrivere la storia del Milan e ai successi futuri di questa Società con allegria e in perfetta armonia con tutto l’ambiente. Questa gioia mi darà la carica per affrontare le partite future con maggiore entusiasmo, voglia di vincere e fare gol. Oggi per me è un giorno speciale. Ringrazio il Presidente Berlusconi, la Società e tifosi che hanno sempre creduto in me”.
TwitterIl Pato che rifiuta il PSG per restare a Milano, è un ragazzo legato al Milan da sentimenti che vanno oltre a quelli che hanno a che fare con il solo mondo del calcio. Da mesi è il fidanzato di Barbara Berlusconi e, come ammesso anni dopo dal giocatore, proprio la famiglia Berlusconi ebbe un ruolo importante nella vicenda.
“Barbara Berlusconi mi disse che suo padre voleva parlarmi, il presidente mi chiamò mentre facevo colazione e mi disse: “Tu non andrai via, sei il nostro simbolo”. Ho rispettato la sua volontà””.
La sua avventura al Milan durerà un altro anno ed un’altra manciata di partite, il tutto mentre gli infortuni si fanno sempre più frequenti. Quando il 3 gennaio 2013 saluta, questa volta davvero Milano, per ripartire dal suo Brasile e dal Corinthians , la sensazione di molti è quella che la decisione presa sia la migliore per tutti.
“Per Berlusconi rimanevo incedibile ma lo convinsi a vendermi dicendogli che sarebbe stato per il mio bene. Dovevo ritrovare fiducia nel mio corpo. Qualcuno anche nel Milan mi diceva che non avrei più potuto giocare ma lo sapevo che non era così. Per questo sono andato via, dovevo cambiare modo di allenarmi e i tempi di recupero. Al Corinthians in 20 giorni mi hanno modificato la preparazione e ho ricominciato a stare bene”.
Pato lascia il Milan dopo 150 partite, 63 goal, uno Scudetto, una Supercoppa Italiana ed una serie incredibile di infortuni che hanno cambiato per sempre la sua carriera .
In Brasile ritroverà la gioia di giocare e la confidenza con la rete, tanto che dopo una fortunata parentesi al San Paolo si guadagnerà una chiamata dal Chelsea , squadra con la quale segnerà al debutto in Premier League, ma con la quale totalizzerà la miseria di due presenze.
La tappa successiva sarà rappresentata dal Villarreal (ma anche in Spagna la parentesi sarà di quelle brevi), poi arriverà trasferimento in quello che intanto era diventato ‘ l’Eldorado ’ del calcio: la Cina .
Getty ImagesOggi Pato gioca in Brasile , dove è tornato per vestire di nuovo la maglia del San Paolo . Ciclicamente si torna a parlare di un suo clamoroso ritorno in Italia, ma la realtà è che in Serie A nessuno ha trovato il coraggio di puntare su di lui.
A 31 anni è da tempo lontano dai riflettori del calcio che conta e quanto fatto con la maglia del Milan si sta piano trasformando in ricordi offuscati anche nella mente di coloro che hanno avuto la fortuna di vederlo all’opera da vicino e che hanno potuto constatare che tipo di campione fosse.
Pato è arrivato in cima al mondo con una velocità incredibile e con la stessa straordinaria andatura si è poi incamminato verso quella sorta di oblio che è riservata ai calciatori ai quali il ‘ Dio del calcio ’ ha dato in dono qualità nemmeno paragonabili alle sue.
La sua stella ha brillato intensamente, ma per troppo poco tempo. Ancora oggi sono in molti a chiedersi quali traguardi avrebbe potuto raggiungere se solo la sfortuna gli avesse dato un pizzico di tregua.


