Il calcio a volte fa scherzi strani. Come regalare un testa coda all’ultima giornata, pure costellandola di tuoni e pioggia battente, mentre la capolista deve lottare per cucirsi lo scudetto addosso e il Parma inseguire una difficilissima salvezza. Bella la cornice di pubblico con le maglie gialle e blu con la scritta benaugurale “un solo grido forza Parma”, meno belli ed edificanti i fatti del pre gara: scontri tra parmigiani ed interisti, che in teoria non dovevano neppure esserci, ma anche romanisti ed altri di diverse fazioni, davanti allo stadio. Il bilancio: due contusi al pronto soccorso.
Venendo alla gara: Parma affidato in settimana all’esordiente tecnico della Primavera Andrea Manzo con il tridente Reginaldo Gasbarroni Budan, Inter con Ibrahimovic in panchina pronto all’evenienza. Parma subito arrembante, ma poco concreto, in campo più con cuore e grinta che con la tecnica, vicinissimo alla rete della vita con Morrone al tredicesimo: angolo di Cigarini, batti e ribatti in area e palla sui piedi del mediano che da distanza ravvicinatissima sparava però su Julio Cesar in uscita. Per il resto poco o nulla, se non tanto nervosismo e tanta paura. Unico sussulto il vantaggio della Roma a Catania. Qualche occasione per Budan, una ghiotta per Gasbarroni, una eccezionale per l’Inter regalata da Vieira a Pavarini.
Ed ecco l’intervello, con una sorta di serpeggiante paura di un pari assurdo che avrebbe sfilato lo scudetto all’Inter e comunque condannato il Parma alla retrocessione. Ma ecco al cinquantesimo il cambio più atteso dagli interisti e temuto dai ducali. Dentro Ibrahimovic per un buon Cesar, e la partita che cambia volto. Gli bastano unidici minuti per affossare le speranze del miglior Parma della stagione, ed altri diciassette per sopire le ultime speranze. Dopo aver chiamato Pavarini all’ennesimo miracolo. E’ l’apoteosi, e scopri che pure il tuo vicino di sedia è interista. Manzo ci prova con Lucarelli che fa quello che può, il Parma che prima del raddoppio provava a strappare almeno il pari della gloria, affonda sotto il diluvio. Atmosferico, ma anche quello dei rimpianti. Mentre il Catania pareggia.
Perché se Parma piange insieme al cielo per la prima retrocessione dopo diciotto bellissimi, gloriosi, anni in massima serie e pensa già alla rifondazione mandando in campo il giovane Moretti l’Inter salda sulla maglia uno scudetto, il terzo consecutivo, che ha solo rischiato di perdere contro se stessa e le polemiche intestine.
Da Parma arriva il finale più scontato, che non è necessariamente quello più giusto: dolcissimo per i nerazzurri quanto amarissimo per il Parma che saluta la serie A. Sapendo che se avesse giocato così tutto l’anno…ma per i processi ci saranno i prossimi mesi. Gli stessi che la Pazza Inter passerà gioendo tra polemiche e scaramucce.
Francesca Devincenzi
Tabellino
PARMA – INTER 0 - 2
Marcatori: 61’, 78’ Ibrahimovic (I)
Parma (4-4-2): Pavarini 6; Coly 6, Paci 6,5, Couto 6, Castellini 6,5; Morrone 6, Parravicini 6 (86’ Moretti sv), Cigarini 6 (64’ Lucarelli 5,5); Reginaldo 6 (76’ Antonelli 6), Budan 6, Gasbarroni 5,5. A disp:Bucci, Zenoni, Martinez, Corradi. All: Manzo 6,5
Inter (4-3-3): Julio Cesar 7; Maicon 6,5, Rivas 6,5, Materazzi 6,5, Maxwell 6; J. Zanetti 6,5, Vieira 6,5, Stankovic 6; Balotelli 6,5 (76’ Pele’6), Cesar 6,5 (50’ Ibrahimovic 8), Cruz 6,5. A disp: Toldo, Burdisso, Jimenez, Crespo, Suazo.
All: Mancini 6
Arbitro: Rocchi 6,5
Ammoniti: Parravicini, Cigarini, Castellini, Lucarelli (P) Cesar, Vieira, Ibrahimovic (I)
Angoli: 4 - 2
Recupero: 2’ - 4’
Note: giornata umida tempestata da pioggia battente e tuoni. Campo in discrete condizioni.
Venendo alla gara: Parma affidato in settimana all’esordiente tecnico della Primavera Andrea Manzo con il tridente Reginaldo Gasbarroni Budan, Inter con Ibrahimovic in panchina pronto all’evenienza. Parma subito arrembante, ma poco concreto, in campo più con cuore e grinta che con la tecnica, vicinissimo alla rete della vita con Morrone al tredicesimo: angolo di Cigarini, batti e ribatti in area e palla sui piedi del mediano che da distanza ravvicinatissima sparava però su Julio Cesar in uscita. Per il resto poco o nulla, se non tanto nervosismo e tanta paura. Unico sussulto il vantaggio della Roma a Catania. Qualche occasione per Budan, una ghiotta per Gasbarroni, una eccezionale per l’Inter regalata da Vieira a Pavarini.
Ed ecco l’intervello, con una sorta di serpeggiante paura di un pari assurdo che avrebbe sfilato lo scudetto all’Inter e comunque condannato il Parma alla retrocessione. Ma ecco al cinquantesimo il cambio più atteso dagli interisti e temuto dai ducali. Dentro Ibrahimovic per un buon Cesar, e la partita che cambia volto. Gli bastano unidici minuti per affossare le speranze del miglior Parma della stagione, ed altri diciassette per sopire le ultime speranze. Dopo aver chiamato Pavarini all’ennesimo miracolo. E’ l’apoteosi, e scopri che pure il tuo vicino di sedia è interista. Manzo ci prova con Lucarelli che fa quello che può, il Parma che prima del raddoppio provava a strappare almeno il pari della gloria, affonda sotto il diluvio. Atmosferico, ma anche quello dei rimpianti. Mentre il Catania pareggia.
Perché se Parma piange insieme al cielo per la prima retrocessione dopo diciotto bellissimi, gloriosi, anni in massima serie e pensa già alla rifondazione mandando in campo il giovane Moretti l’Inter salda sulla maglia uno scudetto, il terzo consecutivo, che ha solo rischiato di perdere contro se stessa e le polemiche intestine.
Da Parma arriva il finale più scontato, che non è necessariamente quello più giusto: dolcissimo per i nerazzurri quanto amarissimo per il Parma che saluta la serie A. Sapendo che se avesse giocato così tutto l’anno…ma per i processi ci saranno i prossimi mesi. Gli stessi che la Pazza Inter passerà gioendo tra polemiche e scaramucce.
Francesca Devincenzi
Tabellino
PARMA – INTER 0 - 2
Marcatori: 61’, 78’ Ibrahimovic (I)
Parma (4-4-2): Pavarini 6; Coly 6, Paci 6,5, Couto 6, Castellini 6,5; Morrone 6, Parravicini 6 (86’ Moretti sv), Cigarini 6 (64’ Lucarelli 5,5); Reginaldo 6 (76’ Antonelli 6), Budan 6, Gasbarroni 5,5. A disp:Bucci, Zenoni, Martinez, Corradi. All: Manzo 6,5
Inter (4-3-3): Julio Cesar 7; Maicon 6,5, Rivas 6,5, Materazzi 6,5, Maxwell 6; J. Zanetti 6,5, Vieira 6,5, Stankovic 6; Balotelli 6,5 (76’ Pele’6), Cesar 6,5 (50’ Ibrahimovic 8), Cruz 6,5. A disp: Toldo, Burdisso, Jimenez, Crespo, Suazo.
All: Mancini 6
Arbitro: Rocchi 6,5
Ammoniti: Parravicini, Cigarini, Castellini, Lucarelli (P) Cesar, Vieira, Ibrahimovic (I)
Angoli: 4 - 2
Recupero: 2’ - 4’
Note: giornata umida tempestata da pioggia battente e tuoni. Campo in discrete condizioni.
