Da uomo guida a uomo mercato. Potrebbe essere questo il destino di Nicolò Zaniolo, l'uomo che a maggio ha portato la Roma sul tetto d'Europa, con quella rete decisiva al Feyenoord valsa la Conference League di Tirana. Le sirene cantano, Juventus e Milan sono segnalate sulle sue tracce. E lui non si sottrae.
"L’interesse delle grandi squadre mi fa piacere: se pensano a te vuol dire che vali - dice Zaniolo alla 'Gazzetta dello Sport' - E questo no, non mi distrae né mi fa montare la testa. Piuttosto mi alleno ancora più motivato: voglio dimostrare che sia giusto essere accostato a questi top club. Se dovesse succedere, mi mancherebbero tante persone, non solo Abraham".
Qualcuno dice che potrebbe essere lui l'erede di Paulo Dybala alla Juventus.
"Mi sembra anche eccessivo essere paragonato a lui. Lui è unico, un giocatore fantastico, fortissimo. Vediamo. La vita è imprevedibile, non si sa mai cosa succede. Io mi alleno. E aspetto".
Il modello di Zaniolo, però, gioca nel Milan. E si chiama Zlatan Ibrahimovic.
"Ecco, tra gli obiettivi raggiunti in questa stagione c’è la nostra partita insieme, che hanno vinto loro 3-1, ma che per me è stata comunque bellissima. Io ho coronato un sogno. Non ho avuto il coraggio di avvicinarmi, mi sono vergognato...
Ma l’ho studiato da lontano: per l’approccio alla partita, per come si muove da leader carismatico, Ibra è un fenomeno. E sono contento che abbia vinto lo scudetto, lui ha riportato in alto il Milan e se lo meritava. È l’ultimo? Se lui ha ancora voglia...".
