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Simone Pafundi Italy 2023Getty Images

Pafundi guida l'Italia al Mondiale Under 20: "Nessuna paura"

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Gli piace giocare trequartista, partire dalle destra e accentrarsi. Come Messi o Diego, paragoni giganteschi con cui ha già dovuto fare i conti. Simone Pafundi, 17 anni compiuti da due mesi, è il calciatore più giovane dell'Italia Under 20 del c.t. Nunziata che stasera esordirà al Mondiale Under 20 contro il Brasile delle stelline. Nonché uno dei calciatori più giovani di tutto il torneo.

"Gioco contro gente più grande da sempre, non è mai stato un problema - le parole di Pafundi a 'La Gazzetta dello Sport' - Anzi, devo dire che mi piace parecchio, mi stimola".

Nell'intervista rilasciata alla rosea, il baby prodigio parla già da leader della spedizione azzurra in Argentina.

"Iniziamo subito con la partita più tosta del girone, ma abbiamo i mezzi per giocarcela alla pari con tutte. E poi siamo già un gruppo unito, con il mister lavoriamo bene. Vedrete...".

Pafundi promette scintille: grazie alle ripetute convocazioni di Mancini e agli allenamenti con la prima squadra dell'Udinese da febbraio 2022, l'azzurrino ha già l'esperienza giusta per riconoscere la positività in un gruppo quando la percepisce. Determinazione, umiltà e idee chiare, anche riguardo gli scomodi paragoni già citati.

"Posso migliorare nel fisico, poi devo anche perfezionare il modo in cui attacco la porta, i movimenti senza palla, la fase difensiva. Idoli? Uno solo: Messi. Paragoni con lui e Maradona? Credo che in questi casi si tenda a esagerare: ho soltanto 17 anni, tutte queste discussioni intorno a me sono iniziate troppo presto. Quando le sento però le prendo come uno stimolo per darci dentro, e dimostrare quello che valgo".

Come già fatto in Nazionale la prima volta a Coverciano, quando è stato accolto in una maniera che non dimenticherà mai.

"A inizio allenamento arriva Bonucci, chiama me, Gnonto, Scalvini e Miretti, ci abbraccia, chiama il fotografo e gli chiede una foto con noi. Non poteva accoglierci meglio".

A proposito di Italia, secondo il giovane Pafundi il talento calcistico nel nostro Paese non manca, ma fatica a venir fuori. Lui, Baldanzi e Casadei della nazionale Under 20 sono esempi perfetti.

"Il talento in Italia c'è. Bisogna solo essere bravi a mettere in campo i ragazzi al momento giusto, e soprattutto che alla base ci sia davvero la volontà di farli crescere".

La sua, di crescita, per ora promette molto bene. Anche sui videogiochi.

"Giusto la settimana scorsa mi provavo su Fifa, sono contento di come mi hanno fatto. Segno ancora poco, ma mi hanno dato 20 punti di margini di miglioramento. Mica male...".

'Fifa' crede in lui, così come il c.t. Mancini. Ora la palla passa al campo: dopo il Mondiale Under 20 ne sapremo qualcosa di più.

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