Arrivato a gennaio per "spostare gli equilibri", Giannis Fetfatzidis alla SPAL non si è ancora calato nella dura realtà della Serie B dove certe finezze sono severamente vietate.
Anche così si spiega l'esclusione dall'undici titolare contro il Palermo, quando Oddo ha preferito inizialmente mandarlo in panchina salvo inserirlo all'inizio della ripresa sul 2-0 per i rosanero sperando che con la sua qualità riuscisse a cambiare le sorti del match e di una stagione intera.
Già perché la SPAL dopo la sconfitta subita a Palermo naviga tristemente al penultimo posto in classifica, col rischio sempre più concreto di una clamorosa retrocessione in Serie C.
Ecco perché Massimo Oddo è arrivato nella sala stampa del 'Renzo Barbera' visibilmente scuro in volto, quasi sconsolato per l'ennesima prestazione deludente offerta dalla sua squadra ed in particolare da quei giocatori che dovrebbero dare qualcosa in più. Uno su tutti? Fetfatzidis, appunto.
"Delusione per le sostituzioni? Un allenatore si aspetta sempre che chi entra che sposti gli equilibri. In un certo momento con tutte quelle punte in area c'era solo una cosa da fare: buttare la palla in mezzo. Se ci intestardiamo con i dribbling poi diventa dura, non è solo colpa di Fetfatzidis. Ma non mi serve che si facciano 180 mila dribbling e poi subiamo 180 mila contropiedi. A volte faccio fatica a capire come mai non si riesca a giocare semplice. In queste partite serve gente che corra. Ho lasciato fuori mostri sacri? In questa squadra non ci sono mostri sacri".
Più chiaro di così...


