E’ stato per molti anni considerato uno dei migliori talenti del calcio mondiale e non è un caso che ad inizio carriera sia riuscito a vestire maglie prestigiosissime come quelle di Marsiglia, Arsenal e Manchester City, oltre ovviamente a quella della Nazionale francese.
Nel 2016 Samir Nasri era un giocatore nel pieno della maturità calcistica, ma il suo ciclo in Premier League era ormai giunto alla sua conclusione. Nel corso dell’estate furono diversi i club che provarono a prenderlo, alla fine però fu il Siviglia a superare una nutrita concorrenza prelevandolo dal city in prestito con diritto di riscatto.
Decisivo per il buon esito della trattativa fu evidentemente Jorge Sampaoli che, pur di avere il campione francese nella sua squadra, fece carte false. Ad ammetterlo è stato lo stesso Nasri in una diretta Instagram riportata da Marca.
“Sampaoli mi volle così tanto che mi disse: ‘Vieni da noi, potrai bere, andare in discoteca e fare quello che vorrai, ci penserò io a coprirti con il club. Tutto quello che ti chiedo è di fare bene in campo nel fine settimana’”.
Quello che si creò tra Nasri ed il tecnico cileno fu un rapporto molto solido.
“Ricordo che ero indisponibile per un turno di campionato e desideravo tornare a casa per rivedere la mia famiglia. Lui si offrì di tenermi d’occhio la casa e di prendersi cura del mio cane”.
Quello di Nasri era un Siviglia molto forte.
“Una delle migliori squadre d’Europa. Avevamo N’Zonzi, Vitolo, Jovatic, Sarabia, Ben Yedder, Rami, Mariano, per sei mesi fummo alla pari di Barcellona e Real Madrid”.
L’avventura del fantasista francese al Siviglia non si è poi chiusa nel migliore dei modi.
“Feci un’iniezione di vitamine, una cosa legale fatta con una prescrizione, ma in clinica mi iniettarono una qualità maggiore di quanto mi aspettassi. Ero distrutto, pensai che sarei stato squalificato per due anni e non volevo più giocare a calcio. Chiesi a Sampaoli di lasciarmi fuori, ma lui mi voleva sempre in campo”.

