
Provate a chiedere a qualcuno di parlarvi di Mozart. Molto probabilmente vi parlerebbe di un geniale compositore austriaco vissuto nel XVIII secolo. Ma se invece provaste a fare la stessa domanda a Reggio Calabria, state pur certi che ricevereste una risposta diversa, non necessariamente sbagliata. A Reggio Calabria vi direbbero che Mozart è brasiliano. Vi direbbero che ha giocato insieme a Ciccio Cozza e Shunsuke Nakamura e che è stato allenato da Franco Colomba e Walter Mazzarri. E sapete una cosa? Avrebbero ragione.
Mozart Santos Batista Júnior, meglio conosciuto semplicemente come Mozart, nasce a Curitiba l’8 novembre 1979, esattamente 43 anni fa. In Brasile fa in tempo a disputare solamente una stagione e mezza con il Coritiba e il Palmeiras, perché nel luglio del 2000 la Reggina, quasi per caso, decide di portarlo in Italia a soli 20 anni.
“Giocavo nel Flamengo e andammo in Spagna per due amichevoli con Atletico Madrid e Betis Siviglia. Il DS della Reggina dell’epoca venne ad osservare un terzino destro del nostro club, giocai molto bene e agli amaranto mancava un regista, visti gli addii di Baronio e Pirlo, così fui contattato ed acquistato”.
Il primo anno a Reggio Calabria è certamente il meno esaltante dei 5 che Mozart passerà all’ombra del Granillo: l’ambientamento con il campionato italiano e la forte concorrenza di centrocampisti più esperti quali Cozza, Mamede, Zanchetta, Bernini e Brevi lo relegano al ruolo di riserva. Nella stagione 2000/01 fa il suo esordio in una sconfitta per 2-0 contro la Juventus di Ancelotti: a questa seguiranno altre 11 presenze durante le quali riuscirà anche a mettere a segno il suo 1° goal in maglia amaranto (contro il Napoli).
La stagione terminerà con un’amarissima retrocessione maturata soltanto dopo lo spareggio salvezza perso contro l’Hellas Verona, a causa di un goal realizzato all’85° minuto della gara di ritorno da Michele Cossato. In Serie B per Mozart le cose cambieranno radicalmente: Franco Colomba gli affiderà infatti le chiavi del centrocampo nel 3-4-1-2 amaranto. La prima gara stagionale ufficiale è un match di Coppa Italia di metà agosto contro il Cagliari: la Reggina vince 2-1 e Mozart segna il primo goal dell’incontro. Se il buongiorno si vede dal mattino…
Il brasiliano è il metronomo della squadra di Colomba, riesce a dare i giusti ritmi al gioco e l’equilibrio necessario in un campionato complesso e mai scontato come quello cadetto. A fine stagione risulta uno dei più utilizzati in rosa: la Reggina concluderà la sua corsa al 3° posto trascinata dai goal di Savoldi e Dionigi, dalla classe di Cozza e dal carisma in mezzo al campo dello stesso regista brasiliano. Un anno dopo, è di nuovo Serie A. Il ricordo più bello dell’annata per Mozart? Il goal al Crotone.
“Ricordo il goal contro il Crotone nella stagione 2001-2002, che coincise con la prima volta allo stadio di mia figlia nata a Reggio Calabria. Vincemmo per 2-0 e quella rete ebbe un significato davvero speciale per me”.
Per provare a mantenere la categoria, la stagione successiva Lillo Foti ricorre al mercato, portando a Reggio Calabria, tra gli altri, l’astro nascente del calcio giapponese Nakamura, i bomber Di Michele e Bonazzoli, oltre al nazionale paraguaiano Paredes: insieme a quest’ultimo Mozart formerà la nuova coppia di centrocampo della Reggina.
Il nuovo allenatore Bortolo Butti pagherà un avvio di campionato non brillante con un prematuro esonero; con l’arrivo di Gigi De Canio, nella fase centrale del campionato a Mozart spesso viene preferito Mamede o addirittura vengono arretrati quasi in cabina di regia Cozza e Nakamura. Ma sul finire di stagione il brasiliano ritornerà ad essere titolare, siglando anche un importantissimo goal alla terzultima di campionato a Piacenza in uno scontro diretto per la salvezza che terminerà in parità grazie al suo colpo di testa vincente.
A conti fatti, quel goal di Mozart permetterà ai calabresi di giocarsi la permanenza in Serie A in uno spareggio con l’Atalanta che nessun tifoso amaranto potrà mai dimenticare: la quarta retrocessa verrà decisa infatti dopo il doppio confronto tra calabresi e bergamaschi. Al Granillo il match d’andata termina 0-0. Il ritorno si gioca a Bergamo, in uno stadio gremito: gli amaranto sono chiamati ad un’impresa. Natali porta in vantaggio gli orobici, ma Cozza e Bonazzoli rovinano la festa dei padroni di casa e regalano ai propri tifosi una salvezza indimenticabile.
Mozart è ricordato con grande affetto dalla gente di Reggio Calabria non soltanto per le sue prestazioni in campo e per il suo attaccamento alla maglia, ma anche per la simpatia che era solito dimostrare nella vita di tutti i giorni, sempre pronto a scherzare e talvolta si poteva anche trovarlo a parlare in dialetto reggino! Nelle due successive stagioni passate in amaranto Mozart conquisterà altrettante salvezze e farà anche in tempo a togliersi un altro sfizio, quello di affrontare il suo idolo d’infanzia Redondo nel finale di campionato 2003/04.
“Come tutti i bambini ammiravo diversi giocatori. Al primo posto c’era Fernando Redondo, ebbi la possibilità di giocarci contro quando era a fine carriera in un Reggina-Milan”.
Ad agosto 2005 le strade di Mozart e della Reggina si separano: ad attendere il regista brasiliano c’è infatti lo Spartak Mosca che si aggiudica il suo cartellino per 6,5 milioni di euro. In Russia rimarrà per 4 stagioni, riuscendo anche ad esordire in Champions League. Terminata l’esperienza russa farà ritorno in Brasile ma solo per pochi mesi.
Infatti, dopo qualche presenza al Palmeiras, torna in Italia dopo aver trovare un accordo con il Livorno del presidente Spinelli. Sarà l’ultima squadra della sua carriera da calciatore prima di appendere gli scarpini al chiodo. I destini di Mozart e della Reggina tornano ad incrociarsi nella stagione 2014/15, quando Ciccio Cozza viene incaricato allenatore della squadra amaranto e l’ex regista brasiliano entra a far parte del suo staff come collaboratore tecnico. La stagione è molto travagliata, con una salvezza sul campo che arriverà solo dopo i playout vinti contro il Messina in una sfida storicamente molto sentita.
Oggi Mozart allena il Guarani in Serie B brasiliana, ma il suo sogno, nemmeno tanto velato, è quello di tornare prima o poi in terra calabrese.
“Mi piacerebbe molto poter allenare in futuro la Reggina. Quando ebbi la possibilità nel 2014 come collaboratore di Ciccio Cozza non ero ancora pronto, ma ora mi sento abbastanza maturo”.
Mai dire mai. D’altronde qualcuno cantava “Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano…”.
