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Diletta Leotta José Mourinho DAZN 4DAZN

Mourinho a DAZN: "La prossima tappa non sarà in Premier"

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E' sicuramente l'allenatore più discusso di questo millennio, certamente uno dei più vincenti nella storia del calcio. Dal Porto al Chelsea, dall'Inter al Real Madrid, passando per il Manchester United, Josè Mourinho ha diviso il tifo mondiale con le sue dichiarazioni, i suoi gesti plateali in campo, i suoi momenti passati alla leggenda.

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Ai microfoni di DAZN, Mourinho ha raccontato il suo passato, il suo presente e il suo futuro. Lasciato il Manchester United qualche mese fa, aspetta il giusto club per rilanciarsi nel calcio. Impossibile dare con certezza il nome della sua prossima squadra, non resta che aspettare.

Quel che sembra certo, però, è un campionato diverso dall'Inghilterra:

"Sono tornato a Londra, adesso per me è la base di partenza. Penso che la prossima tappa non sarà nella Premier League. I trofei sono la mia garanzia di successo, anche contro quelli che fanno tutto il possibile per dimenticare, ma non è possibile. L'ultimo trofeo è stato l'Europa League un anno e mezzo fa, qualcuno pensa che è stato 20 anni fa. L'ultima finale che ho giocato è stata otto mesi fa, la finale della Coppa inglese. In questo momento mi sto preparando per il futuro".

Escludendo qualche mese di pausa, Mourinho è sempre stato in prima linea:

"Non sento che sto perdendo del tempo, perchè sto lavorando praticamente da 18 anni senza fermarmi. Non ho tanto tempo per pensare a quando hai sbagliato o dove hai sbagliato. Questi mesi dove non ho lavorato nel calcio ogni giorno sono stati molto utili per me".

Sono passati nove anni dal Triplete vinto con l' Inter , probabilmente il massimo picco della sua carriera:

"A Milano ho trovato una famiglia incredibile, che mi ha fatto essere felice ogni giorno ad Appiano. E la connessione con i tifosi è stato il risultato dei risultati, perchè quando si vince siamo tutti in luna di miele ed è stata creata questa empatia che rimane. A Londra vengo fermato per strada da interisti che mi abbracciano e mi baciano. Credo che per me l'Italia è stato un habitat naturale, quando sono in Inghilterra invece sono un po' diverso rispetto a quello che sono io come natura. In Italia si vive il calcio 24 ore su 24, ogni persona sa di calcio più dell'allenatore, è un qualcosa di molto latino".

Alla conferenza stampa di presentazione tutti si aspettavano qualcosa di particolare da Mourinho. Che non si lasciò perdere l'occasione:

" Pirla ? Avevo un professore fantastico di italiano, studiavo tanto. Poi mi ha detto che avendo tempo potevamo imparare qualche espressione che a Milano ti poteva connettere con la gente, ed è arrivato il pirla".

Mourinho rivede le immagini dell'Inter, dal gesto delle manette ai festeggiamenti post Champions con Mourinho:

"Vedo un Mourinho egocentrico. Vedo lo stesso Josè egocentrico un'altra volta facendo il gesto delle manette contro la Sampdoria dove siamo rimasti in 9 ed abbiamo pareggiato per 0-0. Io e Moratti, attorno a noi la gioia della famiglia interista nel momento della vittoria della Champions League. Quando vedo neroazzurro vedo famiglia".

Tra l'altro Mourinho in questo periodo è spesso in contatto con i suoi ex giocatori del 2010:

"Sono attivo nella chat del Triplete perchè non sto lavorando e ho tempo. Ripeto, Inter è famiglia. In questo momento qualcuno non fa niente come me, qualcuno è allenatore, qualcuno è sempre in vacanza, ma è sempre lì come se fossimo stati sempre insieme e come se tutto non fosse accaduto quasi nove anni fa. Credo che non è possibile fare qualcosa di speciale solo perchè l'allenatore ha qualcosa di speciale. Oltre la qualità dei professionisti c'era un gruppo umano ed una famiglia speciale all'Inter. Ho aiutato tanti di loro dal punto di vista individuale per arrivare al punto più alto della loro carriera, ma loro sono riusciti con me a fare altrettanto".

Prima della finale contro il Bayern, l'Inter sfidò il Barcellona :

"Mi ricordo il discorso motivazionale che ho fatto prima del match, mi è uscito dal cuore. Quando ho vinto la prima Champions League mio figlio aveva 4-5 anni e non si ricordava, in quella stagione mi diceva sempre che voleva vincere una Champions League che mi posso ricordare sempre. Abbiamo parlato di questo coi giocatori, ma facendo riferimento ai figli di tutti e non solo al mio. Per molti di loro era l'ultima opportunità di vincere la Champions League. Abbiamo messo insieme quella sensazione che il Barcellona non avrebbe mai vinto quella partita anche se avessimo giocato cinque ore anzichè un'ora e mezza".

Mourinho

In quel Barcellona, come noto, giocava Ibrahimovic . Che aveva appena lasciato l'Inter:

"Abbiamo ricevuto la telefonata di Ibrahimovic al Barcellona ed ha detto che doveva andare via perchè doveva vincere la Champions League, lui è un ragazzo fantastico ma allo stesso tempo molto convinto delle proprie capacità. In quel momento gli ho detto magari sei tu che non vinci ed invece la vinciamo noi. Abbaimo trasformato la paura di perdere Ibrahimovic nella consapevolezza di poterlo fare noi".

Tra i fondamentali elementi di quel Triplete, Sneijder :

"Volevo Sneijder, però non era facile perchè voleva restare a Madrid. Madrid era indecisa, ma con Oriali siamo sempre stati lì perchè lo volevamo fortemente. Abbiamo deciso di mettere la giusta pressione ad un innamorato dell'Inter come il presidente, che era un tifoso. Dopo all'ultimo momento è arrivato Sneijder e due giorni dopo giocava già contro il Milan".

Particolare città nella vita di Mourinho, Siena:

"Mi fa venire in mente prima di tutto una città fantastica che mi piace, ogni volta che ci abbiamo giocato con l'Inter arrivavo all'albergo con la squadra e dopo cena mi mettevo il cappello, andavo fuori ed andavo a fare una passeggiata in questa citta top. Mi ricorda inoltre il giorno in cui ho vinto il campionato più difficile della mia vita. Ho vinto 8 campionati, ma quello lì è stato il peggiore di tutti. Una settimana dopo c'era la finale della Champions League: arriviamo lì, faceva caldissimo ed i giocatori non erano concentrati. Dopo 10 minuti la Roma vinceva contro il Chievo, fino all'ultimo secondo ci siamo giocati questo Scudetto, ad un certo punto sull'1-0 per noi il Siena ha avuto la possibilità di andare sull'1-1. Lo dicevo sempre che mi sarebbe piaciuto vincere uno Scudetto così, ma da quel giorno lì non penso più una cosa del genere.

20 dicembre 2008, l'Inter batte 2-1 il Siena grazie a Maicon . Una vittoria targata Mourinho in maniera particolare:

Jose Mourinho Julio Cesar Inter

"Mi ricordo una partita di Siena, con Maicon. Mi dicevano che prendeva sempre il quinto giallo per essere squalificato prima di Natale e andare in vacanza in Brasile. Sono andato da lui e gli ho detto che se fosse stato ammonito non sarebbe andato in vacanza, io non sono pirla... Lui mi ha detto, e se segno posso andare? No, solo ne fai due. Ha fatto doppietta, si è fatto ammonire per essersi tolto la maglietta ed è andato in vacanza. Ha anche avuto una settimana in più".

Rispetto a qualche anno fa, le nuove leve hanno un rapporto completamente diverso tra di loro e con il tecnico:

"Non ero un boss, eravamo un gruppo con un capitano e altri dieci che potevano esserlo. Questa generazione è meno aperta alla critica e agli interessi del gruppo, sono più difficili da gestire. Noi dobbiamo avere un approccio più individualizzato. Chi farebbe svoltare una squadra? Ha già vinto un mondiale e ha un potenziale adatto a questo calcio, Mbappe mi piace molto".

Ma com è il Mourinho fuori dal campo? E sopratutto, cosa propone ai presidenti?

"Qualità, conoscenza ed esperienza e ambizione senza limite. Ma sono anche orribile dopo una sconfitta, orribile con le persone che hanno meno ambizione di me. Josè uomo è emozionale, pensa tanto agli altri. Josè allenatore è pragmatico, è intelligente e dominatore. Mi piace il Josè come persona, peccato che la gente conosca più l'allenatore. Come mi descrivono i giocatori con una parola? Alcuni diranno un bastardo. Perchè dovrebbero scegliermi? Per vincere. Anzi, chiedo direttamente dall'altra parte se si vuole vincere, se c'è la condizione di vincere allora iniziamo a parlare".

A giugno Mourinho avrà, a meno di sorprese, una nuova squadra:"

"Dove ci vedremo in campo? Aspettiamo, non sono sotto pressione. Nella prossima tappa sarò preparato al meglio".

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