La pubblicazione delle motivazioni relative alla sentenza emessa lo scorso 20 gennaio dalla Corte d'Appello Federale nei confronti della Juventus è indubbiamente il tema del giorno: bianconeri puniti con un -15 in classifica e con l'inibizione degli ormai ex dirigenti, dall'ex presidente Andrea Agnelli al suo vice Pavel Nedved.
Come specificato nel documento, la decisione è figlia della rilevazione di una violazione prolungata da parte della società piemontese, con tanto di riconoscimento di una pratica considerata un vero e proprio illecito sportivo.
"La Juve ha commesso un illecito disciplinare sportivo, tenuto conto della gravità e della natura ripetuta e prolungata della violazione".
La replica della Juventus non si è fatta attendere, con questo comunicato che ben spiega la posizione ufficiale del club rispetto ad un documento viziato, secondo la controparte bianconera, da "evidente illogicità, carenze motivazionali e infondatezza in punto di diritto".
"Juventus Football Club e il suo collegio di legali hanno letto con attenzione e analizzeranno a fondo le motivazioni, pubblicate poco fa, della decisione delle Sezioni Unite della Corte Federale d’Appello.
Si tratta di un documento, prevedibile nei contenuti, alla luce della pesante decisione, ma viziato da evidente illogicità, carenze motivazionali e infondatezza in punto di diritto, cui la Società e i singoli si opporranno con ricorso al Collegio di Garanzia presso il CONI nei termini previsti.
La fondatezza delle ragioni della Juventus sarà fatta valere con fermezza, pur nel rispetto dovuto alle istituzioni che lo hanno emesso".
La Juventus, a partire da oggi, ha 30 giorni di tempo per presentare il ricorso al Collegio di Garanzia del CONI, peraltro già annunciato nella nota odierna.
