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EL Kabir CagliariGetty

Mostapha El Kabir, il nuovo Zlatan sulla spiaggia di Cagliari

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Una sala d'aspetto. Una colonnina da cui escono i bigliettini con il proprio turno. Tre file, da almeno dieci posti. Tutti seduti, in attesa del proprio turno. Audizione che nel corso dell'ultimo decennio ha attirato una serie infinita di candidati per il ruolo di nuovo Zlatan Ibrahimovic. Su quelle sedie, forse ha sbattuto nervosamente il suo piede Mostapha El Kabir. Uno dei New Z. Titolo di film, etichetta di erede Ibracadabra.

Ibrahimovic è ancora il nuovo Ibrahimovic. Ma un decennio fa, anche perchè nessuno se lo chiedeva, in pochi rimanevano concentrati con gli occhi chiusi (avete presente come si fa?) a pensare a quale sarebbe stato il futuro dello svedese. Il nuovo Ibra c'era per i media, per il piccolo youtube, per un facebook che spopolava. Che tempi. El Kabir arrivava all'Aeroporto di Elmas.

Cellino era certo, convinto dell'ennesimo colpo della sua era cagliaritana. Ha giocato nell'Ajax come Zlatan. Ha una testa calda come Ibra. Jackpot, occhio rossoblù, occhio col segno dell'euro per il presidente sardo appena El Kabir, marocchino che da qualche anno gioca in Olanda ma è nato a Targuist, a circa un'ora dal mare.

Sbarca a Elmas, si dirige subito al Poetto, la spiaggia dei centomila, il lungomare di Cagliari. Non sarà Cala Goloritze, non sarà Mari Pintau, non avrà quei colori, ma è tutto per i cittadini della città e dei comuni confinanti. Lui, El Kabir, nuovo Zlatan, si toglie le scarpe, si allena per qualche minuto sulla spiaggia, dialoga con i tifosi che lo riconoscono, calcia il pallone. E vola verso la sua nuova avventura.

Ah già, nuovo Zlatan anche perchè arriva dalla Svezia. Dopo aver lasciato il NEC, approda al Mjällby. Bottino da urlo, 15 reti in 33 gare.

Passa dal Poetto al Sant'Elia, ridotto ormai ad uno scheletro rispetto al colosso cui era. El Kabir non è un colosso, una punta mobile forse con qualche kg di troppo. Ma fa parte del pacchetto. Un pesante pacchetto su cui Zola, ripetiamo, Zola, scommette: "Se farà solo la metà di quello che ha fatto nel Mjällby ci divertiremo".

El Kabir gioca contro la Roma. Segna contro la Roma. Inchiostro, tasti sul pc, voci. E' il nuovo Zlatan, punto. Ha 23 anni, una voglia di spaccare il mondo, di mostrarsi abile in spiaggia come sull'erba, con o senza le scarpette, con o senza l'approvazione di pubblico, tifosi, avversari, media.

E' settembre a Cagliari, è settembre in tutta Italia. In città fa un caldo esagerato. Tutti sono abbagliati, si sciolgono davanti ad El Kabir dopo il goal alla Roma. E'. Un. Giocatore. Molto. Interessante. Certo, ma non riuscirà mai a tramutare la classe in consapevolezza, in grinta e carattere.

Gioca sette partite con il Cagliari, compresa quella vincente e gloriosa contro la Roma, in cui il sole della città abbaglia tutti prima che tramonti, passi al buio, all'addio. Alla terza giornata lascia lo stadio in stampelle. Numero perfetto (imperfetto per lui), tre mesi di stop.

Il nuovo Zlatan ha una malformazione ai denti, El Kabir si gode Cagliari, ma non si gode il Cagliari. Una squadra che conta tanti 'nuovi', tante sicurezze che hanno bisogno di essere etichettate e inserite nel calderone dell'inseguimento di un altro grande del calcio a tutti i costi.

Sarà il nuovo, a Cagliari, per poco tempo. Sarà anche il nuovo Zlatan, per poco tempo. Ora è semplicemente Mostapha El Kabir, attaccante dell'Erzurumspor.

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