Fare peggio di quanto si è visto all'U-Power Stadium di Monza era oggettivamente complicato, per di più in una serata non semplice anche per la stessa Inter: Romelu Lukaku ha deluso le aspettative, facendo registrare più di un netto passo indietro rispetto all'incoraggiante prestazione offerta contro il Napoli.
Subentrato al 55' al posto di Dzeko (anche lui non brillante come quattro giorni fa), l'impatto dalla panchina del belga è stato pressoché nullo e, se vogliamo, piuttosto deleterio nell'economia del gioco della squadra, aggrappata semmai alla freschezza atletica di Lautaro, ancora galvanizzato dalla vittoria dei Mondiali.
Lukaku, al contrario, è stato regolarmente sovrastato da Caldirola che gli ha preso le misure fin dal suo ingresso in campo al posto di Marlon: quasi non si contano gli anticipi subiti, uniti alla difficoltà nel far salire la squadra nel momento di maggiore pressione offensiva del Monza di Palladino.
La fotografia della brutta prova dell'ex Manchester United è lo stop sbagliato in maniera goffa alcuni secondi prima del definitivo 2-2: guai, però, ad addossare tutte le colpe a Lukaku, magari facendo finta di non vedere i numeri in trasferta dell'Inter che si confermano impietosi.
Skriniar e compagni, infatti, subiscono goal fuori casa in Serie A da tredici partite consecutive (sette vittorie, un pari e cinque k.o.): striscia seconda solo alle diciotto gare del periodo compreso tra maggio 1987 e ottobre 1988 (allora sulla panchina nerazzurra sedeva Giovanni Trapattoni).
In questa stagione, considerando anche la Champions League, l'Inter è uscita dal campo avversario con un clean sheet soltanto in occasione della trasferta di Plzen contro un Viktoria offensivamente nullo: troppo poco per chi ambisce a recitare, sempre e comunque, un ruolo da protagonista.
Il prossimo passo, per Inzaghi, sarà il recupero totale di Lukaku: lo stesso tecnico piacentino, nel post-partita ai microfoni di DAZN, ha però ammesso che per rivedere la versione migliore dell'attaccante servirà diverso tempo.
"Servirà tempo, ha perso tre mesi di campo. Col Napoli ha fatto bene, stasera (ieri, n.d.r.) un po' meno ma non è mai facile entrare in certe partite. Lui rientra da un infortunio ma anche chi è tornato dai Mondiali ha bisogno di lavorare, seppur ci saranno tanti impegni ravvicinati".
Proprio Lukaku, qualche giorno fa, aveva rivelato la gravità dell'infortunio subìto nelle scorse settimane: una rottura del tendine del flessore che ha inevitabilmente condizionato in negativo la sua annata.
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