Chiamatelo pure 'Mkhitaryan il conquistatore'. Di cuori sicuramente - quelli dei tifosi giallorossi - e di giudizi positivi unanimi dopo Genoa-Roma, in cui ha impresso in bella evidenza il proprio marchio.
Tre goal, uno più bello dell'altro, e tanti applausi: capisci che è la tua giornata quando, pur essendo alto 177 cm, stacchi e segni la rete del vantaggio a recupero ormai scaduto, regalando un intervallo più sereno a tutta la tua squadra. Un blitz offensivo non 'alla Mkhitaryan', proprio nel giorno dell'assenza forzata di Dzeko.
L'armeno ha saputo caricarsi sulle spalle tutto il peso offensivo della squadra e il secondo sigillo è il manifesto perfetto di una capacità che lo porta non solo a sfornare una miriade di assist, ma anche qualche goal: l'inserimento alle spalle dei difensori è roba da attaccanti veri e puri.
Guai, dunque, a definirlo un semplice trequartista che sa soltanto mettere i compagni davanti alla porta: Mkhitaryan è molto di più e la volée con cui ha incenerito Perin per la terza volta è uno spettacolo assoluto per gli occhi.
Mortale il peccato commesso dai difensori rossoblù, rei di averlo lasciato libero di prendere la mira da posizione potenzialmente mortifera. Una giornata di grazia che si aggiunge al giovedi d'Europa League quando, contro il Cluj, è andato a segno un'altra volta portando a quattro il computo totale delle marcature stagionali.
Quattro reti in due partite, proprio nel momento del bisogno: la positività di Dzeko rischiava di creare scompensi all'interno dello spogliatoio, puntualmente scongiurati dal catalizzatore Mkhitaryan che ha messo tutti d'accordo qualora ci fosse ancora qualcuno scettico sulle sue doti.
Forse anche all'Arsenal si staranno mangiando le mani per avergli permesso di rescindere il contratto a cuor leggero, perdendolo a costo zero; e la scusa dell'età non regge poiché Mkhitaryan, a 31 anni, ha ancora tanto da offrire al nostro calcio.


