La Juventus torna a sorridere e soprattutto a vincere dopo un digiuno di oltre un mese. I bianconeri, che allo Stadium hanno regolato per 3-0 il Bologna, non centravano il bottino pieno dallo scorso 31 agosto quando le reti di Dusan Vlahovic e Arkadiusz Milik valsero il successo casalingo contro lo Spezia.
Vlahovic e Milik, appunto. Sempre loro. Ancora loro. La nuova coppia goal della Juventus è andata a segno anche contro la squadra di Thiago Motta, mostrando un'intesa sicuramente ancora lavorabile ma che ha lasciato in eredità buoni spunti e sensazioni positive per il futuro.
Il serbo ha spianato la strada al successo di Madama fornendo l'assist per il primo goal in maglia Juve del connazionale Kostic, prima di mettere la propria firma di testa in occasione del raddoppio. Ed esattamente tre minuti dopo è arrivata anche la perla di Milik che con un mancino di rara potenza e bellezza ha aggiornato lo score finale sul 3-0.
Per Vlahovic i goal in campionato sono 5 in 7 partite, mentre il compagno di reparto polacco ha timbrato tre volte in cinque uscite e a cui si aggiunge lo squillo in Champions League contro il Benfica. Morale della favola, la coppia funziona e lo fa anche piuttosto bene.
GettyE il ritorno al 3-5-2, in tal senso, ha tutti i connotati dell'abito su misura che possa permettere alle due bocche di fuoco juventine di esprimersi al meglio e, soprattutto, di esprimersi l'uno accanto all'altro.
La svolta tattica operata da Massimiliano Allegri, però, apre inevitabilmente il capitolo legato alla gestione degli uomini nel reparto offensivo, all'interno del quale sarebbe un errore madornale scordarsi di un certo Angel Di Maria. L'argentino, contro il Bologna, ha scontato la prima di due giornate di squalifica e verosimilmente sarà in campo mercoledì nella notte di Champions contro il Maccabi.
Ed è proprio la presenza dell'ex PSG a far accresce gli interrogativi perché se il 3-5-2 sembra aver ridato nuova linfa alla Juve, non sembra essere il modulo adatto alle caratteristiche del 'Fideo', solito orbitare come esterno d'attacco in un 4-3-3.
Un 'paradosso' che potrebbe già proporsi contro gli israeliani, appunto, visto che Di Maria salterà sicuramente la gara di San Siro contro il Milan.
Immaginando, dunque, un ipotetico tridente con il 22 a destra e Kostic a sinistra, toccherebbe proprio a uno tra Milik e Vlahovic accomodarsi inizialmente in panchina. Un rebus di natura tattica che potrebbe ripresentarsi anche nelle prossime uscite - con il rientro a pieno regime di Di Maria - e senza dimenticare che dopo il Mondiale del Qatar si aggiungerà alla compagnia un certo Federico Chiesa.
Problemi d'abbondanza all'orizzonte per Allegri, chiamato a trovare la miglior quadra possibile per poter capitalizzare al meglio un pacchetto offensivo dal potenziale ancora inesplorato e all'interno del quale Milik si sta rivelando una più che piacevole sorpresa, come ribadito dal tecnico a 'DAZN':
"Un impatto così era difficile immaginarselo. Arek sa giocare molto bene a calcio, sa muoversi, smarcarsi e può giocare bene con Vlahovic".
Tutto questo però non sembra sufficiente per garantirgli una maglia da titolare al netto del strada che si sceglierà di seguire. Se da un lato il 3-5-2 funziona - decisamente sì - dall'altro potrebbe non 'bastare' per esaltare tutta l'artiglieria avanzata di marca bianconera. Quella che Allegri spera di avere a disposizione il più presto possibile.




