Umori decisamente opposti in quel di Milano all'imbocco del mese di aprile dove, calendario alla mano, Milan e Inter sono chiamate a giocarsi un'intera stagione.
Il primo appuntamento seguente alla sosta ha infatti offerto risposte chiare ed inequivocabili circa lo stato di salute delle due formazioni meneghine, alle porte di un mese che si preannuncia piuttosto intenso.
Da un lato troviamo il Milan di Stefano Pioli, capace di dominare al 'Maradona' e di schiantare la capolista Napolicon un clamoroso 4-0, a meno di dieci giorni dall'attesissimo quarto di finale di Champions League che vedrà rossoneri e partenopei sfidarsi altre due volte nel giro di una settimana.
I Campioni d'Italia in carica hanno risposto nel migliore dei modi, superando l'esame a pieni voti e mettendosi alle spalle un periodo piuttosto complicato, con la vittoria in Serie A che mancava dallo scorso 26 febbraio, nel match interno contro l'Atalanta.
Il 4-0 del 'Maradona', oltre a rappresentare un investimento importantissimo in chiave qualificazione alla prossima Champions League, è un segnale fortissimo. Il Milan c'è e ha ritrovato quella consapevolezza che era un po' svanita negli ultimi tempi.
I rossoneri si sono ritrovati, così come ha fatto Rafael Leao, autentico dominatore del faccia a faccia con Kvaratskhelia e autore di due goal strepitosi che hanno confezionato il colpo in terra napoletana.
Sorride, dunque, Pioli che in fatto di imprese ha confermato la propria predisposizione per le grandi imprese, specialmente se queste maturano sui campi tradizionalmente più difficili.
Da quando Pioli guida il Milan, ossia dall'ottobre 2019, la sua squadra ha battuto in 5 occasioni la squadra che occupava il primo posto in classifica. Nessuno come lui.
Scenario evidentemente opposto a quello che ha preso forma sulla sponda nerazzurra dei Navigli. L'Inter continua a perdere certezze, ma soprattutto punti e partite: lo 0-1 patito in casa contro la Fiorentina altro non è che la terza sconfitta consecutiva in campionato. La quarta nelle ultime cinque partite. Segnali evidentemente preoccupanti che emergono in una fase clou della stagione che rischia di stravolgere i connotati del futuro prossimo della Beneamata.
Sotto attenta osservazione, c'è infatti il lavoro di Simone Inzaghi, chiamato a maneggiare uno dei periodi più complessi da quando siede sulla panchina interista.
Secondo quanto riferito da 'La Gazzetta dello Sport', per il tecnico piacentino rischiano di essere decisive le prossime tre partite: Juventus in Coppa Italia, Salernitana in campionato e Benfica in Champions League.
Tre incroci chiave per dare un impulso a tutto l'ambiente e, soprattutto, per non vedere compromesso il proprio ruolo da timoniere nerazzurro. Sempre secondo 'La Gazzetta dello Sport', infatti, in caso di un ulteriore tracollo, l'Inter starebbe vagliando la possibilità di chiudere il rapporto con Inzaghi prima ancora del termine della stagione, affidandosi a Christian Chivu, attuale tecnico della Primavera.
Ad oggi nulla più di una semplice suggestione, ma per Inzaghi e la sua squadra è giunto il tempo di fornire risposte solide e soprattutto immediate per non disperdere quanto costruito in una stagione sì altalenante, ma che vede l'Inter ancora in corsa per tre obiettivi e con una Supercoppa già in bacheca.
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