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Milan, parla Serginho: "É un momento di confusione, ma sono pronto a dare il mio contributo"

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9 anni in rossonero, dal 1999 al 2008. Serginho ha legato la sua carriera al Milan, portando avanti il suo legame anche dopo il calcio giocato, collaborando come osservatore fino al novembre del 2017. Adesso il 48enne brasiliano collabora in maniera informale col club rossonero, che rimane sempre nel suo cuore.

"Il Milan negli ultimi anni ha avuto tanti problemi, col cambio di proprietà, l'uscita di Berlusconi, l'arrivo dei cinesi e adesso il gruppo Elliott e quando la società va all'indietro ciò mette in difficoltà anche il gruppo di giocatori. Il nostro Milan, quando ho avuto io la possibilità e la fortuna di giocarci, era sempre lo specchio della società, aveva delle persone che vedevamo come leader cioè Berlusconi e Galliani e per ogni problema o difficoltà che si trovava nella squadra o nello spogliatoio c'erano loro due che sistemavano e riuscivano a mettere tutto a posto".

Adesso, invece, la situazione è diversa.

E magari con un Serginho in più in società...

"Io sono molto amico con Paolo e anche con Boban, ho lavorato tanto tempo nel Milan con Galliani quando ho smesso di giocare ma adesso è un momento un po' confuso. Spero però che insieme a Paolo si possa trovare un modo per dare il mio contributo, che al momento do comunque sul piano tecnico pur senza aver nessun impegno col Milan".

Serginho è stato allenato per anni da Ancelotti: sarà proprio il suo ex allenatore a interrompere il dominio della Juventus?

"Speriamo! La Juve ha vinto per 8 anni di seguito e non è un caso. E' stata la squadra che si è preparata meglio, che oggi vive il calcio moderno, un calcio fatto da una società che gestisce non solo il campo ma anche ciò che c'è fuori e la Juve ha avuto la fortuna di fare il suo stadio e ha vinto in questi 8 anni proprio perchè ha lavorato. Carlo con tutta la sua qualità e la sua esperienza è un allenatore che può fermare la Juve, ma sarà molto diifficile perchè la Juve ogni anno si rafforza sempre di più. Speriamo però che per il bene del calcio italiano ci sarà una squadra che possa vincere lo Scudetto e fermare la Juve".

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