Il cazzotto è di quelli pesanti, in grado di decretare il knock out of time per dirla in termini boxistici: il Milan esce a pezzi dalla trasferta di Torino, battuto e raggiunto in classifica proprio dai granata che si rilanciano alla grande nel mucchione delle squadre in lotta per un posto in Champions League.
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L'epilogo è amaro ma, per certi versi, annunciato: solo cinque i punti per i rossoneri negli ultimi sette incontri (striscia negativa nata con la sconfitta nel derby con l'Inter), media da zona retrocessione migliore soltanto rispetto a quella di Parma e Fiorentina (quattro punti conquistati nello stesso lasso di tempo).
Con un rendimento del genere non è a rischio soltanto il ritorno in Champions League ma anche la qualificazione all'Europa League: il confine che separa la possibilità di agguantare il quarto posto o scivolare addirittura all'ottavo è sottilissimo. Gioia e disperazione non sono poi così lontani tra loro.
Il tracollo torinese non è andato giù al ministro dell'interno Matteo Salvini, che su Twitter ha attaccato duramente i vertici della società e i giocatori, oltre ovviamente a Gennaro Gattuso.
"Ahimè, il nostro Milan non c’è più. Cuore, idee, entusiasmo e passione sono rimasti solo agli splendidi tifosi rossoneri. Di tutti gli altri (società, dirigenti, allenatori e “giocatori”) non si hanno notizie positive da tempo. Vergogna. Fate giocare i ragazzi della Primavera. Sempre e comunque Forza Milan".
Delusione che viene direttamente dal cuore di un tifoso, in questo caso speciale, raccolta da Gattuso che in conferenza stampa si è assunto tutte le responsabilità, rispondendo signorilmente alla provocazione del vicepresidente del Consiglio.
"Ha detto bene lui, vergogna. Me la prendo tutta io e gli auguro il meglio, di fare un grandissimo lavoro perché ne abbiamo bisogno".
Non è la prima volta che Salvini si scaglia contro il Milan: già dopo il derby d'andata, perso a causa di un'uscita avventata di Gianluigi Donnarumma, se l'era presa col portiere invitandolo a sedersi sulla panchina della Primavera. Con altro attacco, per nulla velato, all'allenatore milanista.


