Si è tanto discusso sulla data del recupero di Milan-Inter, rinviata lo scorso 4 marzo a causa della tragica morte di Davide Astori: alla fine si è optato per il 4 aprile alle ore 18:30, nonostante le iniziali richieste della società rossonera di giocare in un giorno festivo, il 25 aprile o il 1 maggio.
A prevalere è stata la volontà nerazzurra di scendere in campo alla prima data disponibile sul calendario o, come da regolamento, di recuperare una gara entro quindici giorni dalla data del rinvio, anche se in questo caso non è stato possibile.
Uno scambio di battute tra l'ad milanista Fassone e quello interista Antonello ha acceso anzitempo la stracittadina che rischia di divenire ancora più calda a causa della questione relativa al rimborso dei biglietti per i tifosi che non potranno andare allo stadio quel giorno.
Lo scorso 20 marzo il Milan ha emesso questo comunicato: "Per il recupero del 4 aprile c'è la possibilità del cambio nominativo. E per i propri tifosi che non potranno essere presenti AC Milan ha previsto la possibilità di richiedere un voucher, di pari valore dei biglietti non utilizzabili, spendibile per le prossime partite interne di questo campionato". Nessuna menzione, però, per i tifosi dell'Inter.
Nelle ultime ore, invece, è arrivata la decisione: voucher anche per i supporters interisti ma valido soltanto per le gare casalinghe dei rossoneri contro Sassuolo, Napoli, Benevento, Verona e Fiorentina. Un 'regalo' di cui ovviamente il popolo nerazzurro non sa che farsene, visto che ovviamente non c'è l'interesse a seguire dal vivo allo stadio gli storici rivali.
A questo punto l'Inter è intervenuta: come riportato da 'La Gazzetta dello Sport', la società di Corso Vittorio Emanuele sta valutando l'ipotesi di rimborsare a spese proprie i tifosi che non dovessero riuscire nemmeno a fare il cambio di nominativo.
La società nerazzurra sta cercando di capire anche come fare per vendere i tagliandi rimasti liberi durante il primo 'round' e per questo continueranno ad esserci contatti frequenti tra le due dirigenze. Un derby nel derby.


