Philippe Mexes 2.0. Il difensore francese, ormai senza squadra dall'estate del 2016, ha deciso di cambiare vita ed accantonare il prato verde.
A 'France Football' il transalpino riavvolge il nastro alle esperienze vissute in Italia, prima alla Roma e poi al Milan: "Ho vissuto passione, amore e odio. A Roma come a Milano".
Dai rossoneri, Mexes si è separato ancor prima che terminasse l'accordo: "Non mi sentivo più all'altezza, avevo dolori al ginocchio e nonostante l'anno che rimaneva di contratto ho deciso di chiudere".
"Non avrei potuto mentire, anche se magari avrei potuto giocare altri due anni a buoni livelli - prosegue - Ma non mi va di prendere in giro la gente, così ho messo la freccia e mi sono fatto da parte".
Il presente è completamente diverso: "Sono tornato a una vita reale, senza avvertire nessuno. Non sono Zidane, Totti o Thuram. Quel che voglio è essere come tutti. Faccio il papà, , porto a scuola i miei figli, al calcio, faccio i compiti con loro. Ho voluto uscire e farli uscire da una dimensione fittizia. Prima non li vedevo mai, e non era bene. Ho voluto rimettere ordine. I look stravaganti? Facevano parte del personaggio".
Le offerte per tornare protagonista in patria negli anni non sono mancate, ma il diretto interessato ha preferito declinare proseguendo nel nostro Paese: "Avrei potuto lasciare la Roma ed andare al Lione, ma mi piace smentire gli scettici e così ho preferito restare".
OL ma anche Marsiglia, altro affare mai andato in porto: "Ai tempi in cui lo allenava Deschamps voleva portarmi lì, così come Rami e Menez". Alla fine, il centrale rimase in Serie A.
Mexes, comunque, è intenzionato a non chiudere la porta al mondo del pallone: "E' una passione, ma non un'ossessione. Il calcio lo seguo dal divano, o con le partitelle dei miei figli. Poi un giorno magari cercherò di restituire ai giovani quel che il calcio mi ha dato. Senza fretta".




