La lunga storia tra Dries Mertens e il Napoli si chiude ufficialmente oggi con le parole del presidente Aurelio De Laurentiis, che certifica l'addio del belga.
Il contratto di Mertens è scaduto il 30 giugno scorso ma per settimane le parti hanno continuato a trattare alla ricerca di un accordo. Accordo che non è stato raggiunto.
L'avventura di Mertens al Napoli finisce così dopo nove anni e col record assoluto di goal in Serie A con la maglia azzurra.
Intervenuto a Radio Kiss Kiss, De Laurentiis ha fatto il punto, precisando la sua posizione e quella del belga.
"Quando devo ragionare come società non mi devo mai dimenticare che il calcio è diventato anche un'industria e l'industria segue delle regole: e dobbiamo anche andare contro il desiderio del tifoso che dice 'Rinnova Mertens a vita'. E io devo dire al tifoso che Mertens si è proposto per un altro anno, perché sa che ha 35 anni e poi va verso il ritiro, ma se anche lui ne fa una questione di vil denaro io devo dire di no, perché se io devo rinnovare a una cifra spropositata devo togliere al bilancio cifre per i giovani calciatori. Possiamo salutarlo, 4,5 milioni lordi li ha rifiutati e io gli ho detto: 'Da un lato ti ringrazio, però non possiamo andare contro quella che è la nostra possibilità e capacità. Io devo comprare dei giocatori giovani che rappresentino il Napoli'".
De Laurentiis ha parlato anche dell'addio di Kalidou Koulibaly al club azzurro.
"Ho lasciato andare via Koulibaly perché mi ha detto che ha pochi anni davanti a sè: gli ho risposto che non poteva andare al Barcellona perché il Barcellona non ha soldi, ed è in dissesto. Poi si è fatto avanti il Chelsea e non abbiamo potuto dire di no: ho insistito per un mese e mezzo, offrendogli anche 6,5 milioni netti per cinque stagioni, ma se un giocatore vuole andare a fare un'altra esperienza in un club come il Chelsea uno deve essere anche riconoscente".
Il patron commenta poi l'arrivo di Kim, difensore prelevato dal Fenerbahce proprio per sostituire Koulibaly.
"Mi piace l'idea di avere un coreano. A parte che è un coreano sui generis perché è alto 191 centimetri. Poi mi interessa sposare la condizione coreana con quella napoletana, del Sud. Sono due mondi che possono compensarsi tra di loro. Uno molto tecnologico, ma sempre molto su vista, e l'altro molto verace, fatto di grandi suggestioni, di grandi filosofie, di grande contaminazione culturale. Mi auguravo che arrivasse ieri, ma quando negozi e ci sono di mezzo determinati avvocati e procuratori i contratti sono complessi, perché ti chiedono la luna. E tu rimani perplesso. Cioè, io dovrei pagargli le tasse anche in Corea? Quello è stato in Turchia, quindi residente in Turchia, probabilmente deve seguire la tassazione fiscale turca credo. Il povero Giuntoli tra un po' diventerà assistente di Tremonti (ride, ndr)."
Infine un commento su GiovanniSimeone, da diverse settimane accostato proprio ai colori del Napoli.
"Mi piace molto. Bisogna vedere che cosa ne pensa Spalletti perché è un bravissimo attaccante, forse si complementarizza meno di Petagna con Osimhen perché forse è più simile a lui. Noi non dobbiamo giocare col 4-4-2 con due punte. I calciatori non devono offendersi se a un certo punto vengono sostituiti. Una partita dura 90', se abbiamo portato sul tavolo i cinque cambi è perché questi cinque cambi devono essere utilizzabili nel modo più corretto. Se uno viene sostituito nel secondo tempo non deve sentirsi menomato. E' l'allenatore che deve sapere come armonizzare, gestire e ottimizzare tutti i calciatori contro quella specifica squadra".


