Il calcio italiano programma la ripresa subito dopo la fine del lockdown: il Governo dovrà dare l'ok dopo aver ricevuto dalla FIGC il protocollo di sicurezza che avrà il compito di dettare le linee guida per gli allenamenti, ma ad oggi c'è incertezza su quella che sarà la data effettiva del ritorno in campo.
Intervenuto in una diretta Instagram con 'La Gazzetta dello Sport', Roberto Mancini ha discusso di questo tema affrontandolo dal suo punto di vista, quello del commissario tecnico della Nazionale.
"Da ct potrei dire che non riprendere il campionato sarebbe, egoisticamente, un vantaggio: tante gare di fila sarebbero pesanti e mancherebbe il riposo per evitare infortuni e cali di rendimento. So bene che i giocatori vogliono tornare ed è per loro che spero nella ripresa".
C'è spazio anche per una parentesi sull'Inter, ultimo club italiano allenato prima della chiamata sulla panchina azzurra.
"Con me era stata costruita una squadra forte, poi sono arrivati altri 4-5 giocatori importanti. Credo che prima o poi l'Inter avrebbe vinto comunque la Champions con quel ciclo inaugurato da me, ma i meriti sono di Mourinho ovviamente.Il ritorno nel 2014? Ho creduto a ciò che mi dicevano, avrei dovuto prestare più attenzione. Siamo stati in testa al campionato per diversi mesi, forse con il tempo saremmo arrivati a dama. Così però non è stato e il calcio non ammette i 'se'".
