Pubblicità
Pubblicità
Florent Malouda France GuyanaGetty/GOAL

Dalla Francia alla Guyana: quando Malouda cambiò Nazionale

Pubblicità

Alzi al cielo una Champions e un'Europa League, conquisti una Premier e 4 Ligue 1, sfiori un Mondiale: poi un giorno ti svegli e, a fine carriera, decidi di riavvolgere il nastro.

"La Guyana Francese sta cercando di affermarsi a livello internazionale dal punto di vista calcistico. Sto soltanto provando ad aiutare il movimento a svilupparsi".

Musica e parole, datate 2017, di Florent Malouda. Lui, protagonista coi Bleus, a ridosso del ritiro decide di contribuire alla crescita del proprio suolo natale: la Guyana Francese appunto, dove l'ex esterno offensivo di Lione e Chelsea è nato. Per l'esattezza a Caienna, capoluogo di questo dipartimento d'oltremare situato in Sudamerica al confine col Brasile. Meno di 300mila anime per una fetta di pianeta legata al mondo transalpino: è lì Malouda viene messo al mondo prima di muovere i passi nel pallone Oltralpe, allo Chateauroux.

La Guyana Francese è una regione ultraperiferica dell'Unione Europea, la cui Nazionale di calcio non è riconosciuta dalla FIFA: ecco perchè Malouda, dopo centinaia di partite in giro per il mondo e trofei di prestigio messi in bacheca tra Lione e Stamford Bridge, a 37 anni può sposare la causa della selezione del suolo natìo nonostante avesse già giocato con la Francia.

"La Guyana è la Francia - sottolinea in un'intervista di quel periodo a 'France Football' - Sono cresciuto lì, me ne sono andato quando avevo 15 anni. Sono coinvolto nella vita locale e sono molto consapevole di ciò che sta accadendo lì. Dobbiamo recuperare il ritardo strutturale".
"Anche quando non giochiamo, diamo una mano. Inviamo attrezzature. Siamo coinvolti, rimaniamo in contatto. Quando serve, noi ci siamo. Ci torno tre o quattro volte l'anno".

Al netto delle 80 presenze con la Francia, il talentuoso mancino - ormai con una carta d'identità non più florida ed ad un passo dall'appendere gli scarpini al chiodo - viene così convocato ed accetta la chiamata della compagine Guianese.

Florent Malouda France 2004GettyFlorent Malouda French GuyaneGetty/GOAL

Se in principio le cose vanno per il verso giusto, col debutto in amichevole contro le Barbados e i gettoni collezionati nella Coppa dei Caraibi del 2017 (torneo non appartenente al circuito FIFA) con Giamaica e Martinica, per Florent l'intoppo si registra nel momento in cui scende in campo - con tanto di fascia da capitano al braccio - nel match valido per la Gold Cup contro l'Honduras.

La Gold Cup, infatti, a differenza della Coppa dei Caraibi è una competizione CONCACAF e dunque riconosciuta dalla FIFA: così, in seguito all'apparizione di Malouda nella gara conclusasi 0-0, la vicenda diventa di dominio pubblico ed è oggetto di un'indagine approfondita da parte dei piani alti del calcio.

"Riguardo la scelta della Nazionale della Guyana francese di schierare il giocatore Florent Malouda, nella partita della Gold Cup contro la Nazionale honduregna, e in conformità con il Regolamento Gold Cup 2017 CONCACAF Gold Cup, disciplinato dal Regolamento FIFA sui giocatori Ammissibilità - recita la nota ufficiale - il caso è stato deferito alla commissione disciplinare della CONCACAF Gold Cup, la commissione disciplinare lo esaminerà il caso e comunicherà la sua decisione in modo tempestivo".

Malouda, dal canto suo, cade dalle nuvole e si mostra affranto per ciò che sta avvenendo.

"Non avrei mai immaginato di generare tutte queste polemiche, mi sono consultato e mi hanno detto che potevo giocare, ma alla fine quello che volevamo era venire a divertirci, che i giovani della squadra crescessero e potessero contribuire con loro".

Un 'gioco' finito male, perchè alla fine l'Honduras ottiene la vittoria a tavolino e la Guyana Francese deve fare i conti con la cocente beffa di aver pagato l'impiego dell'ex Chelsea. Una mossa ritenuta non regolare, in quanto Florent negli anni scorsi aveva indossato la maglia della Nazionale transalpina e ciò genera un 'conflitto'.

Da quel momento in avanti, la breve favola non esisterà più perchè a Malouda viene vietato di farlo ancora: concluderà il proprio percorso da calciatore in Lussemburgo - giocando per 6 mesi nel Differdange 03 - per poi annunciare il ritiro nell'estate del 2018. Un sipario abbassatosi agli antipodi rispetto a quanto mostrato in carriera dal fantasista, che si regala 'magic moments' asfaltando la corsia mancina ed adbbinando corsa ad enormi doti tecniche.

Non è un caso, d'altronde, se l'esplosione al Lione - club che lo aveva apprezzato da giovane nel Guingamp e successivamente acquistato - coincide coi Mondiali del 2006. Quelli vinti dall'Italia nella finalissima di Berlino contro la Francia, Francia di cui Malouda era un titolarissimo nonchè elemento di spicco.

Fabio Cannavaro Florent Malouda Italy France World Cup 2006 finalGetty

Nella notte rivelatasi leggendaria per il nostro Paese a metterci i brividi fu proprio Florent, abile a guadagnarsi il calcio di rigore dopo un contatto in area con Materazzi e consentendo a Zidane di sbloccare provvisoriamente il risultato dagli 11 metri. Quella Coppa del Mondo la alzeremo noi, ma Malouda negli anni riuscirà a rifarsi durante il periodo trascorso a Londra. Nel Chelsea di Drogba, Terry e Lampard, il francese occupa stabilmente il ruolo di esterno alto a sinistra con licenza di accentrarsi ed agire più a ridosso della porta: un tassello prezioso, in grado di aumentare la qualità della squadra.

Nel 2012 Malouda tocca il cielo con un dito, esattamente ciò che stava per fare a Berlino 6 anni prima contro l'Italia: a Monaco di Baviera i Blues allenati da Roberto Di Matteo battono il Bayern ai rigori al termine di una partita 'thrilling', ribaltando i pronostici che vedevano i tedeschi ampiamente favoriti. Florent subentra nei 20' conclusivi e gioca i supplementari, contribuendo al trionfo degli inglesi.

Ciò avviene un paio di mesi prima che venisse apposta la parola 'fine' sul percorso di Malouda con la Francia: Euro 2012 è l'ultimo atto tra Florent e i Bleus, al quale segue la decisione di lasciare la Nazionale.

Tra il 2013 e il 2017, dopo aver salutato il Chelsea, il curriculum di Malouda lo vede lentamente calare: una stagione al Trabzonspor, una al Metz, le esperienze in India ed Egitto con Delhi Dynamos e Wadi Degla, fino alla bizzarra scelta di dire 'sì' alla Guyana Francese, antipasto - come detto - del ritiro annunciato dopo la 'toccata e fuga' in Lussemburgo. In seguito, anche una parentesi da dimenticare nello staff tecnico dello Zurigo.

"Il titolo vinto che più mi è rimasto impresso? Il primo con l'OL - confesserà Malouda sempre a 'France Football' - Ma anche il campionato di seconda serie francese con lo Chateauroux. Tornando al Lione, eravamo a 10 punti dal Monaco, lì avevamo appena perso e siamo riusciti a rimontare. Ero in quello spogliatoio coi campioni: a tutto ciò che avevo visto in tv la stagione prima, poi ho partecipato".
"Poi, con il Chelsea, sono andato a vincere la Champions League. Alla fine del mio primo anno andiamo in finale e perdiamo ai rigori contro il Manchester United, a Mosca. Fortunatamente siamo riusciti a tornare in finale e a conquistarla, sempre ai rigori. La Coppa del Mondo 2006? L'ho vista, brillava... Ma poi, comunque, ho sollevato la Coppa dalle grandi orecchie".
Pubblicità
0